Showing posts with label speedy gonzales. Show all posts
Showing posts with label speedy gonzales. Show all posts

Tuesday, August 25, 2026

È Vannacci, sembra Hamas. Sostituite Islam a cristianità, dicono le stesse cose

Il programma del generale, oltre a rintocchi fascisteggianti, è pieno di analogie con principi del gruppo terroristico di Palestina. Dai genitori che potranno votare anche al posto dei pargoli minorenni, allo scegliere oggi per che cosa vivere e morire: l'ora del destino, avrebbe detto il duce, ma anche il capo palestinese Yahya Sinwar

di Mauro Suttora

Huffingtonpost.it, 25 agosto 2026  

Hamas è riottosa, non vuole deporre le armi a Gaza? Nessun problema: può consegnarle al generale Roberto Vannacci, che le distribuirà agli studenti italiani. Il programma del suo partito infatti prevede l'introduzione di una nuova materia, l'educazione militare. E gli scolari più ardimentosi parteciperanno a "campi e attività esterne", come facevano i simpatici neofascisti negli anni '70.

Non è l'unica assonanza fra il verbo paramilitare di Hamas e Vannacci. Nel suo ponderoso documento programmatico di oltre cento pagine basta sostituire l'islam con la cristianità, e il gioco è fatto. C'è una sola nota lieta nel logorroico sproloquio vannacciano: il titolo. Bip, come l'uccello nei cartoni animati di Speedy Gonzales. Sta per Base ideologica programmatica, e invece dell'invocazione ad Allah inizia con una del pontefice più reazionario degli ultimi due secoli: Pio IX: "Benedite, gran Dio, l'Italia!". Peccato che quel papa li mandasse a morte, i garibaldini combattenti per l'Italia. Poveri patrioti, chissà da che parte sarebbe stato un ipotetico caporale Poveracci nell'800. A giudicare dal putinismo dell'attuale, dalla parte sbagliata.

 C'è poi, sempre in exergo, una citazione di Pier Paolo Pasolini: "Destra divina che è dentro di noi, nel sonno". Qui la scivolata è clamorosa. Nella loro analfabetica velleità di annettere il poeta comunista, gli estremisti di destra si sono eccitati scoprendo questo verso della sua poesia Saluto e augurio.

Peccato si trattasse solo del saluto a un giovane fascista morto combattendo 21enne, che Pasolini ricordò con questi bei versi sognanti in friulano: 

"Puarta cun mans di sant o soldàt

l'intimitàt cu'l Re, Destra divina

Ch'a è drenti di nu, tal siùn"

Traduzione:

"Porta con mani di santo o soldato

l'intimità col Re, Destra divina

che è dentro di noi, nel sonno".

Nessuna deificazione della destra, dunque. E Vannacci ci fa semmai la figura dello jettatore necrofilo. 

Poi il generale comincia a soffiare nella tromba, e scrive (o chi per lui) tonitruante: "Coraggio, dovere, disciplina, spirito di sacrificio: senza virtù non esiste una comunità solida". Il sacrificio, mi raccomando, come i martiri di Hamas.

"Servono strumenti efficaci e scelte nette per difendere ordine e sicurezza. [...] Chiediamo a chi ci segue una scelta: partecipare con convinzione, rispettare la comunità, tenere alto il livello del confronto e della disciplina". Disciplina.

Continua il proclama dei jihadisti alle vongole: loro progettano "un futuro all'altezza della nostra storia e dell’anelito ad affrontare con ardore, virtù e sacrificio le sfide posteci dinnanzi dall’ora presente. Questo è l’attimo in cui il passato e il futuro si incontrano ponendoci la sfida della libertà: scegliere adesso per che cosa vivere e morire". Insomma l'ora del destino, avrebbe detto il duce, ma anche il capo palestinese Yahya Sinwar.

Poi il documento decolla e si libra nei cieli della retorica nazionalista: "Facciamo della Nazione il nostro spazio di esistenza, di sogno e di azione [...] Il Generale Roberto Vannacci ha indicato il cuore della missione: imboccare la via per tornare ad essere, rapidamente e senza moderazione, un Paese identitario, sovrano, sicuro". Senza moderazione.

Ed ecco gli inevitabili "valori non negoziabili, a cominciare dalla difesa della vita dal concepimento alla morte naturale, della famiglia naturale, dell’identità cristiana, della concezione romana del diritto: linee rosse che non possono essere valicate, costi quel che costi". Costi quel che costi.  Quindi "è tempo per la rinascita di un pensiero e di un'azione tipicamente romani e cristiani". "Patriottismo realista e infaticabile", per "rinnovare la fierezza del popolo italiano".

Può mancare a questo punto il sangue? "I popoli italici sono una comunità di diritto e di sangue, perché fondati sulla famiglia, che è una società di diritto e di sangue e che è la fonte della nazione". (Hitler: "Blut und Boden, sangue e suolo)

Ma oltre all'ematologia anche i capelli, perbacco: "La ricchezza dei tratti specifici dei nostri volti, dei nostri capelli, dei nostri occhi". E tanti saluti alla chioma crespa della primatista mondiale di nuoto Sara Curtis.

Che cos’è la Patria? "È la terra dei padri che, nei secoli, hanno costruito le stesse strade, raccontato le stesse storie", e soprattutto "combattuto sullo stesso fronte".

Qualcuno ha da ridire? "Noi tireremo dritto!", conclude tetragono il programma vannacciano. Un'altra delle tante parafrasi di Mussolini: così urlò l'8 settembre 1935 da palazzo Venezia contro le sanzioni per la sua sciagurata guerra d'Etiopia.

Quali guerre vuole combattere il generalissimo? Ovvio, la remigrazione (specificata al centimetro, in ben 22 punti). E l'aborto, restringendo i criteri della legge ma anche quelli della pillola del giorno dopo, che gli aborti invece li eviterebbe. Il fanatismo vannacciano arriva al punto di erogare i bonus bebé già ai feti, visto che la vita nasce al concepimento e non alla nascita. E, sempre per valorizzare la natalità, un'altra nota tragicomica: i genitori potranno votare anche al posto dei pargoli minorenni, tanti figli tante schede.

Pure qui, la sintonia con l'entusiasmo demografico di Hamas è perfetta: gli islamisti costringono le donne di Gaza a figliare più che a Calcutta per contrastare i sionisti (Benito: "Il numero è potenza"), i fasci vannacciani per combattere la "sostituzione etnica".

Siccome pensano di essere colti, spiegano: "La maggiore invasione dell'Italia fu quella dei longobardi. Ma erano solo 300mila su otto milioni di abitanti che aveva allora la nostra penisola, quindi il 4%. Mentre ora gli stranieri sono già il 12%. E i longobardi comunque si convertirono al cristianesimo. I normanni erano già cristiani quando arrivarono. Gli arabi di Sicilia li cacciammo".

Buona caccia, camerati