Thursday, June 22, 2017

Dibba diventa papà



Il deputato 5 stelle sta per diventare padre: sigarette bandite in casa per la gravidanza della compagna. E quando fanno la spesa lei è attenta a riciclare. Quanto alla politica, lui medita di non ricandidarsi

Oggi, 22 giugno 2017

di Mauro Suttora

Alessandro Di Battista, il deputato grillino più popolare, è così entusiasta di diventare padre che medita di lasciare la politica. Almeno per un po’. La sua compagna Sahra Lahouasnia, di origini franco-algerine, partorirà un maschietto (pare) a metà ottobre, e lui non sta nella pelle.

Dibba (come lo chiamano i suoi sostenitori) accarezza l’idea di dedicarsi a suo figlio a tempo pieno, e quindi di non ricandidarsi alle elezioni politiche che si terranno all’inizio del 2018.

Sicuramente non passerà l’estate in moto, come fece l’anno scorso quando girò l’Italia tenendo comizi in spiaggia. Allora non si era ancora messo con Sahra.
Di Battista è il mattatore del Movimento 5 stelle. Bello, simpatico, estroverso, è neutrale fra i grillini “governativi” di Luigi Di Maio e Davide Casaleggio e quelli “di lotta” di Paola Taverna.

Le suocere di Trump



POVERO TRUMP, CIRCONDATO DALLE SUOCERE

La moglie Melania si trasferisce alla Casa bianca col figlio, portandosi dietro i genitori sloveni. E anche la madre della ex Ivana si è piazzata a casa della nipote Ivanka. Ma lui va d’accordo con tutte

Washington, 22 giugno 2017

di Mauro Suttora

Melania Trump ha finalmente traslocato alla Casa Bianca. La moglie del presidente Donald ha lasciato il triplo attico in cima alla Trump Tower di New York, e dovrà “accontentarsi” degli ultimi due piani della residenza di Washington.

Il figlio Barron ha appena finito le elementari a Manhattan, ed è stato iscritto al collegio St. Andrew’s, rompendo con la tradizione che voleva i figli dei presidenti (Obama, Clinton, Nixon) frequentare lo stesso liceo quacchero nella capitale.

A sorpresa, con Melania sono atterrati sul prato della Casa Bianca in elicottero anche i suoi genitori sloveni: l’ex chauffeur Viktor Knavs, che ha una formidabile somiglianza con Trump e soli due anni più del genero, e l’ex disegnatrice in una fabbrica di vestiti Amalia. 
Il nipote Barron è molto affezionato ai nonni, con cui parla sloveno.

Melania ha cambiato il suo cognome da Knavs al più “tedesco” Knauss (e tolto la j di Melanjia) all’inizio della sua carriera di modella, sperando di emulare il successo delle teutoniche Claudia Schiffer e Heidi Klum.

Dopo il matrimonio con Donald nel 2005 i suoi genitori e la sorella Ines hanno cominciato a vivere sempre più spesso in America, fino a stabilirsi nella Trump Tower e a seguire Melania e Barron anche nella magione di Mar-a-Lago in Florida e nella residenza di campagna (con golf) a Bedminster nel New Jersey.

Tanto entusiasmo non è stato ricambiato da Donald: ha visitato la Slovenia solo una sera, nel 2002, atterrando a Lubiana nel suo jet privato con Melania. Dopo 13 minuti salirono su un’auto per andare nel Grand Hotel sul lago di Bled, dove ci fu il primo incontro del futuro presidente con i futuri suoceri. 
Dopo cena Donald chiese a Viktor se l’hotel fosse in vendita, risalì sull’auto, e prima di mezzanotte erano già decollati.

I suoceri Knavs sono apparsi per la prima volta sul palco con tutta la famigliona Trump allargata alla Convention repubblicana della scorsa estate. Ora non si sa se si trasferiranno pure loro dentro la Casa Bianca, come fece la suocera di Obama, o se troveranno una casa a Washington nella vicinanze, come ha fatto a gennaio Ivanka Trump, figlia di Donald.

La quale a sua volta è inseparabile dalla nonna cecoslovacca Marie Zelnickova, 90 anni, mamma di Ivana: è stata lei a crescere Ivanka in seguito al divorzio, insegnandole la lingua ceca, e convive in famiglia anche dopo il matrimonio con Jared Kushner, badando ai tre bisnipotini.

Insomma, fra suocere ed ex suocere slave, Trump è circondato. E, se fosse in vita anche la madre della sua altra moglie, Marla Maples, correrebbe il rischio di ritrovarsi pure lei a Washington. Ma Trump è affezionato a tutte.

I fan del presidente sperano che la ritrovata vicinanza con la moglie aiuti Donald a moderarsi, evitando gli scatti che gli fanno mandare messaggi inconsulti su Twitter. Ma sui veri rapporti fra Melania e il presidente circolano ogni tipo di voci.

L’unica certezza è che la First Lady non si è sottratta alla tradizione che vuole tutti i nuovi inquilini della casa Bianca intraprendere costosi rinnovamenti degli appartamenti presidenziali. 
Melania ha assunto l’architetta laotiana Tham Kannalikham, già arredatrice della maison Ralph Lauren.

Per il resto, l’ultimo spiffero riguarda un misterioso amante di Melania: sarebbe un dirigente di Tiffany, il negozio di gioielli che sta proprio accanto alla Trump Tower. 
Il palazzo di Tiffany, relativamente basso per gli standard di Manhattan, è quello che permise a Donald di costruire la sua Tower con un’altezza superiore alla norma. Il trucco fu di acquistare i “diritti aerei” non sfruttati dai vicini di Tiffany.

Ma ora è tutto più difficile per Trump. I primi turbolenti cinque mesi di presidenza sono culminati con l’indagine sui rapporti con la Russia per cui oggi è ufficialmente indagato e rischia l’incriminazione.

Una delle poche parentesi di tranquillità, per lui e Melania, è stato il viaggio in Italia alla fine di maggio. «Taormina e Roma sono splendide», hanno mormorato entrambi estasiati alla partenza. 
Poi però, tornato negli Stati Uniti, per il bellicoso presidente è subito ricominciata la guerra. Come piace a lui: solo contro tutti.

Mauro Suttora