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Friday, July 21, 2023

Il "regalo" di Stalin alla Polonia? Putin vaneggia, ecco perché



Non c'è nulla per cui i polacchi debbano ringraziare, perché dopo il conflitto mondiale la Polonia si ritrovò con una superficie totale di 312mila chilometri quadri, contro i 386mila dell'anteguerra. Una perdita di 74mila kmq particolarmente ingiusta per un Paese che nel 1939 era stato aggredito e spartito fra Adolf Hitler e il dittatore sovietico

di Mauro Suttora

Huffingtonpost.it, 21 luglio 2023

Ha molto torto e poca ragione, come sempre, il Vladimir Putin che ora minaccia la Polonia: "Parte del suo territorio è regalo di Stalin, glielo ricorderemo". 

Nel 1945 l'Unione Sovietica, vincitrice della guerra mondiale, pretendeva di espandersi a ovest. Lo fece direttamente a spese della Polonia, occupando tutta la sua parte orientale. E indirettamente a spese della Germania, togliendole le regioni storiche Prussia, Pomerania, Slesia e parte del Brandeburgo, girate a Varsavia fino ai fiumi Oder e Neisse, come parziale compensazione dell'amputazione subìta a est. 

Ma non c'è nulla per cui i polacchi debbano ringraziare Stalin, perché nel colossale scambio ci persero, e molto. Infatti la Polonia si ritrovò con una superficie totale di 312mila chilometri quadri, contro i 386mila dell'anteguerra. Una perdita di 74mila kmq. particolarmente ingiusta per un Paese che nel 1939 era stato aggredito e spartito fra Adolf Hitler e il dittatore sovietico.

Fu il più gigantesco spostamento di confini nella storia d'Europa. Una vera e propria dislocazione per centinaia di chilometri verso ovest. Decine di milioni di profughi polacchi e tedeschi furono vittime di un'immensa pulizia etnica, espulsi e costretti a lasciare le proprie case e campi dove vivevano da secoli.

Ne beneficiarono la Lituania, che recuperò la capitale storica Vilnius/Wilno, la Bielorussia e l'Ucraina, cui andò Lviv/Leopoli, ma anche la Russia, che si annesse direttamente come exclave la Prussia settentrionale, culla tedesca con la città di Königsberg, patria di Emmanuel Kant. La quale venne ribattezzata Kaliningrad, imponendole artificialmente il nome del gerarca stalinista Michail Kalinin.

Insomma, fu un "regalo" particolarmente avvelenato quello di Stalin alla Polonia, e con gran guadagno per Mosca. Sarebbe come se l'Italia fosse stata amputata di Veneto e Friuli, e compensata a ovest con Provenza e Savoia. 

A onor del vero, l'attuale confine orientale della Polonia con la Bielorussia ricalca quello proposto già nel 1919 dal ministro degli Esteri inglese George Curzon, che rispettava le complicate prevalenze etniche in regioni oggi scomparse come Galizia, Rutenia, Podlachia o Volinia.

Ma l'esuberanza nazionalista della Polonia, rinata dopo la sua sparizione e spartizione secolare fra gli imperi tedesco, russo e austriaco, impose all'Urss una frontiera penalizzante. Quindi Stalin ebbe gioco facile durante le conferenze di Yalta e Potsdam nell'imporre a Winston Churchill e agli Usa le proprie rivendicazioni territoriali. 

Più difficile oggi per Putin spacciare le sue falsificazioni storiche. Particolarmente pericolose, perché rischiano di accendere nuovi focolai bellici a Kaliningrad e nel corridoio lituano di Suwalki, che collegherebbe l'exclave russa alla Bielorussia putiniana.