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Sunday, January 15, 2023

Contro gli opposti estremisti: confinofobi e confinofili



Le frontiere sono neutrali. Dipende da come le si usa, in ogni ambito. Senza confini la realtà stessa non esisterebbe. L'unico spazio in-finito (senza con-fini) è l'universo 

di Mauro Suttora

Huffingtonpost, 15 gennaio 2023 

Va di moda dire "i confini non esistono", o al contrario condannare chi li varca clandestinamente. Anzi, è proprio questo uno dei principali nuovi confini, in politica: più che fra destra e sinistra, ricchi e poveri, borghesi e proletari, oggi ci dividiamo fra buonisti, internazionalisti, cosmopoliti globalisti da una parte, e sovranisti, nazionalisti, localisti noglobal dall'altra. Gli uni accusano gli altri di essere élites consumiste senza radici né valori, oppure fascistoidi retrogradi, chiusi e razzisti. 

La verità è che le frontiere sono neutrali. Dipende da come le si usa, in ogni ambito. Senza confini la realtà stessa non esisterebbe. L'unico spazio in-finito (senza con-fini) è l'universo. Ogni volta che aumenta la portata dei nostri radiotelescopi, scopriamo nuove galassie a milioni di anni luce.

Ma passando dal macro al micro, il confine è essenziale. Tutte le cellule degli organismi viventi hanno come propria frontiera la membrana. Se la cellula impazzisce e si moltiplica sconfinatamente, ecco i tumori. 

Idem nella fisica: in ogni elemento gli atomi possiedono un confine ben preciso fra il nucleo di protoni e gli elettroni che girano attorno. Provate a scindere il nucleo, a violare le sue frontiere interne, e scatenerete una reazione nucleare. Non per nulla i greci già 2500 anni fa l'avevano battezzato a-tomo: inscindibile. 

Insomma, come dicono i filosofi: sono proprio i confini a definire l'essere, l'essenza. Il nostro corpo è protetto dalla frontiera della pelle. Provate a romperla: morirete dissanguati. Da quando l'uomo è uscito dalle caverne costruendosi la prima capanna, il perimetro dei muri ha stabilito i confini della tranquillità garantita alla sua famiglia.

Cosicché, mi permetto di confutare il titolo dell'ultimo lavoro teatrale degli ottimi Stefano Mancuso e Matteo Caccia, che sta girando l'Italia: 'I confini non esistono'. 

Loro lo spiegano così: "Uno spettacolo che incrocia le narrazioni di due esperti nei loro campi: la botanica e le relazioni umane. Mancuso e Caccia intrecciano storie di piante e di uomini che hanno come comune denominatore quello dei confini. Confini fisici o confini mentali, luoghi nei quali sembrerebbe impossibile accedere, e dove invece uomini e piante riescono a spingersi anche contro la volontà di pochi. In un momento storico in cui varcare i confini è considerato un errore, spesso un delitto, Mancuso e Caccia attraverso le storie di alberi o arbusti, uomini o donne, restituiscono un’antica verità che sembra ormai impronunciabile: i confini sono una convenzione, un’invenzione dell’uomo. Ma in natura i confini non esistono".

Mi sembra invece che la natura, ma anche la cultura, li smentiscano. 

Ho approfondito la questione nel libro 'Confini, storia e segreti delle nostre frontiere' (ed. Neri Pozza, 2021), scritto mentre il mondo intero era confinato nelle proprie case, città, regioni e stati dal lockdown per il covid. 

Altri due virus, prima e dopo, hanno agitato la nostra vita pubblica, facendoci riscoprire confini che ci illudevamo aver sorpassato, almeno in Europa: le frontiere bloccate contro i migranti, e quelle ucraine attaccate da Putin. 

Epidemia, violenza, guerra. Manca solo la fame, ed ecco tornati i quattro cavalieri dell'apocalisse. Quindi forse è meglio non praticare una rimozione quasi psicanalitica nei confronti dei confini. Perché, come ha scritto Regis Debray nel suo 'Elogio delle Frontiere', "di frontiere non ne sono mai state create tante come negli ultimi anni: 27mila chilometri a partire dal 1991". 

È un bene, un male? Il Museo delle frontiere a Bard (Aosta) scioglie saggiamente il dilemma: "Un confine può dividere e opporre, ma anche distinguere senza separare. I limiti territoriali, sociali, culturali, religiosi ed etnici sono un dato di fatto, in sè né positivo né negativo: inevitabile, e forse anche utile e necessario. Dipende solo da noi farne buon uso". 

Perché anche il castello con le mura più alte e inespugnabili è dotato di un ponte levatoio, attraverso cui passano ospitalità, curiosità, apertura e accoglienza. "C'è una crepa in ogni cosa, è da lì che entra la luce", canta Leonard Cohen.

Friday, December 24, 2021

Il proscioglimento di Rackete condanna la politica di Salvini

L’archiviazione dell’accusa di ‘favoreggiamento dell’immigrazione clandestina’ per la 33enne tedesca della nave Sea Watch dimostra che erano illegali i decreti con cui nel 2019 il governo Conte 1 chiuse i porti italiani 

di Mauro Suttora

HuffPost, 23 dicembre 2021



Salvini e i grillini si mettano il cuore in pace: Carola Rackete è innocente. Lei e tutte le ong che hanno fatto sbarcare migranti in Italia.

L’archiviazione dell’accusa di ‘favoreggiamento dell’immigrazione clandestina’ per la 33enne comandante tedesca della nave Sea Watch dimostra che erano invece illegali i decreti con cui nel 2019 il governo Conte 1 chiuse i porti italiani alle navi dei soccorritori.

L’archiviazione di Agrigento rappresenta la vittoria definitiva per la Rackete, che era già stata prosciolta otto mesi fa dall’altra accusa: quella di resistenza a pubblico ufficiale e violenza a nave da guerra, per il presunto speronamento di una motovedetta nel porto di Lampedusa il 29 giugno 1919.

Anche la nave Mare Jonio è stata prosciolta. Gli unici incriminati restano i ragazzi tedeschi della Iuventa, sospettati di aver preso un appuntamento in alto mare con gli scafisti libici nell’estate 2017 per trasbordare i migranti.

Ma la linea dura dei porti chiusi arrivò solo nel 2018-19, con il governo felpastellato. E ora la gip di Agrigento ha deciso che il decreto con cui i ministri Salvini, Trenta e Toninelli pretendevano di non fare sbarcare i cinquanta migranti della Rackete violava la Costituzione. 

Ci aveva già pensato la Cassazione a stabilirlo, quando non convalidò l’arresto della giovane tedesca: non poteva essere considerato ‘luogo sicuro’ la sua piccola nave in balia delle onde, né ‘porto sicuro’ quello di Tripoli dove i gialloverdi pretendevano fossero riportati i disperati.

Anzi, l’inchiesta è andata avanti e il proscioglimento è arrivato solo adesso perché la procura di Agrigento ha esaminato tutti i migranti e ne ha arrestati tre, ex custodi di un campo di prigionia in Libia.

Insomma, i leghisti la smettano di difendere i respingimenti attuati dal loro governo: se Salvini viene assolto perché aveva il diritto di emanare decreti seppur sconclusionati, anche le ong vengono assolte perché avevano il diritto di rispettare le leggi internazionali marittime. 

Quanto ai grillini, sembrano colpiti da una singolare amnesia: Di Maio accusava le ong di essere “taxi del mare” al servizio degli scafisti libici, Conte non batteva ciglio davanti ai diktat dei suoi ministri, ma ora parlano di accoglienza e solidarietà.

Dopodiché, il problema resta. Gli immigrati clandestini si sono moltiplicati per otto rispetto al 2019. Ma smettete di dare la colpa alle navi ong. La persecuzione contro di loro attuata dal governo Conte-Salvini ha funzionato come deterrente: si sono ridotte di molto. Ma il deterrente contro gli scafisti e i mafiosi libici, ai quali si affidano tuttora decine di migliaia di migranti, dev’essere ancora trovato. E non fuori dalle leggi.

Mauro Suttora 

Sunday, September 15, 2019

Le mistificazioni sui migranti

Ora tutti felici perché pare che Francia e Germania si piglino il 50% dei prossimi migranti.
In realtà non è così: la Francia ha già detto che prende il 25% di quelli che hanno diritto all'asilo. Quindi il 4%, visto che i profughi veri sono solo 15 su 100. 
Ma sono calcoli inutili, perché tutto dipende dal numero degli arrivi totali. Un conto se restano sui 6mila annui come adesso, un altro se tornano ai 40mila del periodo Minniti, o ai 180mila di prima.
La condivisione europea, cancellando la regola di Dublino (ciascun Paese si tiene i migranti che gli arrivano), è solo uno dei problemi.
Il primo è sconfiggere il traffico di esseri umani. Quindi il secondo problema è neutralizzare i mafiosi libici che lo praticano (gli scafisti). E il terzo è impedire che altri disperati dall'Africa o dall'Asia finiscano nelle loro mani