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Wednesday, August 01, 2012

Notti magiche a Londra

Italians: il tricolore nel cuore della capitale

Missione oro Olimpiadi: abbiamo invaso stadi e pub col nostro tifo

Con la "promessa" e l'augurio delle medaglie più belle, i nostri 290 atleti sono seguiti da tutta la nazione. E assieme a loro sono arrivati in Inghilterra migliaia di accompagnatori, amici e tifosi che accendono le notti britanniche. Ecco i segreti della variopinta carovana che segue gli eroi azzurri

dal nostro inviato a Londra Mauro Suttora

Oggi, 28 luglio 2012

Il centro di tutto è Casa Italia. Un palazzone moderno di sei piani che fino al 27 luglio aveva condotto una rispettabile esistenza come centro congressi. Eventi prestigiosi e discretamente noiosi venivano ospitati al Queen Elizabeth II Conference Center, inaugurato da Sua Maestà in persona nel 1986.

A Los Angeles nel 1984 al Coni era venuta l'ottima idea di accompagnare le nostre spedizioni olimpiche con un luogo che funzionasse da vetrina per il made in Italy per tutta la durata dei Giochi, e da luogo di ritrovo per atleti, delegazioni e turisti.

Da allora ci hanno copiato tutti, e adesso ogni Paese importante ha un suo centro d'attrazione a Londra. Solo che il nostro è speciale. Perché è proprio nel cuore della città: accanto all'abbazia di Westminster, dietro al Big Ben e alla Ruota del London Eye. Seimila metri quadri dove ogni pomeriggio si riversano visitatori, e alla sera vengono festeggiati i medagliati italiani della giornata.

Con ristorante d'eccellenza, studi tv e perfino una sala concerti dove il 7 agosto si esibisce Edoardo Bennato (ricordate le sue «notti magiche» di Un'estate italiana, Mondiali '90?) e il 9 il pianista Giovanni Allevi. Gli sponsor (fra cui Armani, Fiat, Kinder, Gazzetta dello Sport) offrono ogni bendidio gastronomico, apprezzato dai tifosi italiani, ma anche da compassati curiosi britannici.

E poi gli stadi. La cosa che colpisce subito, arrivando al Parco Olimpico (in soli sette minuti di treno dal centro), è che per raggiungerli è obbligatorio passare attraverso un enorme centro commerciale costruito lì apposta. Centinaia di negozi, 30 ristoranti, perfino un casinò aperto 24 ore su 24. È il tributo pagato dagli organizzatori per ripagarsi (molto parzialmente) la costruzione del villaggio olimpico. Ma ai tifosi non dispiace passeggiare fra le vetrine: ne incrociamo migliaia che indugiano fra i negozi, prima di affrontare le code per i controlli di sicurezza.

E qui cominciano i dolori. Perché queste Olimpiadi, dopo Salt Lake City, Atene, Torino, Pechino e Vancouver, sono ormai le seste dell'«era Al Qaeda». Quindi, a convivere con la minaccia terrorista dovremmo essere abituati. Invece no. Oltretutto quest'anno è pure il 40ennale della strage di Monaco, che per prima sporcò l'ideale di tregua olimpica. Ma è difficile per tutti sopportare i controlli minuziosi (anche se necessari) con cui veniamo assaliti fin dal nostro arrivo in aeroporti e stazioni.

Comunque i 30 mila poliziotti e militari sguinzagliati a ogni incrocio non riescono ad attenuare l'entusiasmo dei tifosi italiani. Secondi solo a quelli del Brasile (che seguono la loro nazionale di calcio) quanto a rumorosità. E superati solo da statunitensi e francesi per numero: «In agosto c'è sempre l'invasione degli italiani», testimonia un operatore turistico londinese, «e quest'anno non è diverso».

Ha lasciato perplesso qualcuno il nunzio apostolico della Chiesa cattolica a Londra, monsignor Antonio Mennini (che nel '78 confessò per l'ultima volta Aldo Moro), il quale si è spinto a sventolare il Tricolore perfino sull'altare, durante una messa per gli atleti italiani. Ma non si contano i gruppi rumorosi che celebrano ogni medaglia a Piccadilly Circus, e i fortunati in possesso di introvabili (o costosissimi) biglietti che ululano prima e dopo l'Inno di Mameli, quando la nostra bandiera viene issata sopra il podio.

Il numero 2 dell'antidoping è "nostro".
Silenziosissimo è invece l'italiano che probabilmente sta svolgendo il compito più delicato. Il professor Francesco Botrè è il vicedirettore del Centro internazionale antidoping che analizza i risultati dei controlli su tutte le gare nei laboratori messi a disposizione dalla Glaxo a Harlow, nell'Essex. Siamo a pochi chilometri dal Parco Olimpico, ma è lì che si decide il destino dei furbastri che ancora provano a falsare i risultati con un «aiutino».

Quanto al villaggio degli atleti, non siamo in grado di dirvi nulla. Nel senso che queste sono le prime olimpiadi con villaggio vietato ai giornalisti. Solo poche decine vengono ammessi ogni giorno in una zona apposita per incontri prenotati, un po' come nelle prigioni.

Chissà se davvero, come ha testimoniato la (bellissima) portiera della nazionale Usa di calcio femminile, Hope Solo, il villaggio è una specie di paradiso del sesso dove tutti pensano ad accoppiarsi con tutti (sono 150 mila i preservativi distribuiti). Un'atleta brasiliana è stata espulsa perché ha infranto il divieto di andare dai maschi di notte. E ha protestato: «Sono discriminata, perché le coppie gay possono dormire assieme di notte e io no?».

Gli italiani che non sono riusciti a procurarsi biglietti per le gare si consolano con qualche musical nei teatri di Shaftesbury Avenue, con qualche passeggiata a Hyde Park nei (rari) momenti di sole e, soprattutto, con lo shopping nei grandi magazzini Harrod's. Guardano le gare principali sui maxischermi a Trafalgar Square, al Barbican Center e in tante altre location pubbliche. Poi, tutti al pub. Con la gran sorpresa di vederli chiudere già alle 11 di sera. Ma fa niente. Alcune sorprese sono già arrivate, e altre (belle) ne aspettiamo la prossima settimana in queste notti magiche che ci fanno dimenticare lo spread.

FABRIZIO DONATO, salto triplo nell'oro
Arriverà alla bella età di 37 anni la medaglia d'oro per Fabrizio Donato nel salto triplo? Gli italiani che hanno più di 50 anni ricordano ancora l'impresa di Giuseppe Gentile, che nella finale a Città del Messico 1968 battè il primato del mondo ma alla fine finì solo terzo.
Donato, atleta di Frosinone, sposato con Patrizia, ex atleta, due mesi fa ha vinto gli Europei di Helsinki. E questo lo ha proiettato in cima ai pronostici per la gara di giovedì 9 agosto (finale in tv alle 19.20). Sarebbe una bella soddisfazione per un atleta che non ha mai conquistato la notorietà, pur primeggiando da molti anni. Se supera i 17 metri e mezzo come a Helsinki, è fatta.


NICCOLO' CAMPRIANI, divo della carabina
Gli atleti del tiro (a segno, a volo, con l'arco) sono dei perfetti sconosciuti che però ogni quattro anni ci regalano immense soddisfazioni (Chiara Cainero, oro a Pechino). Le loro medaglie, sempre copiose, permettono infatti all'Italia di classificarsi fra le prime dieci al mondo alle Olimpiadi.

Quest'anno, oltre a Marco Galiazzo nell'arco e a Massimo Fabbrizi e alla ventenne Jessica Rossi nel tiro a volo, le speranze vanno sul 24enne fiorentino Niccolò Campriani, che secondo il settimanale Sports Illustrated con la sua carabina è il favorito per ben due ori (10 metri e tre posizioni).
Campriani ha già vinto un Campionato del mondo nel 2010. Sono gare in cui la concentrazione è tutto: un secondo di distrazione, e si perde.


Le edizioni moderne sono 30, in Grecia furono 292
Lo sapevate che le olimpiadi antiche si svolsero per 1.260 anni? Ecco qualche curiosità di ieri e di oggi. Per esempio, a Olimpia si saltava in lungo ma non in alto.

I Giochi olimpici dell'antichità si svolsero dal 776 avanti Cristo al 394 dopo Cristo, quando l'imperatore romano Teodosio li vietò su istigazione del vescovo cristiano di Milano, Ambrogio, perché «pagani». Ma anche perché ormai gli atleti erano quasi tutti corrotti.

Nell'antichità le discipline olimpiche erano soltanto cinque: corse, lotta, pugilato, gare di carri e pentahlon. Quest'ultimo prevedeva una corsa di 180 metri («stadion»), lotta, salto in lungo e lanci di disco e giavellotto.

Il calendario greco.
Gli antichi greci usavano le Olimpiadi per datare gli anni. Per esempio, lo storico Diodoro indica l'anno 310 avanti Cristo come il secondo dopo la 116ª olimpiade.

I lanci di peso e martello hanno origine celtica, e le prime testimonianze storiche ci arrivano dalla Scozia medievale. Omero racconta di gare di lanci di grossi massi fra i Greci per distrarsi durante la Guerra di Troia: però non diventarono mai disciplina olimpica. Il salto in alto, invece, è nato in Scozia nel XIX secolo.

Centro commerciale
I greci antichi, per i quali i giochi olimpici erano sacri e dedicati a Zeus, sarebbero inorriditi di fronte al centro commerciale Westfield, il più grande d'Inghilterra, che gli spettatori devono attraversare per raggiungere gli stadi di atletica e nuoto e il parco olimpico di Stratford dalle stazioni di treno e metro.

Eccezione per Yosefa. Data l'età (48 anni) alla canoista Yosefa Idem è stato permesso di alloggiare con la sua famiglia nel Beaumont Estate Hotel a Old Winsor invece che con gli altri atleti. Ma anche Roger Federer e altri stanno in (lussuosi) alberghi.

Le nostre star di musica e gastronomia arrivano a Londra.
Edoardo Bennato: il 66enne cantautore rock napoletano si esibisce il 7 agosto a Casa Italia. Suo l'inno dei Mondiali '90.
Giovanni Allevi: concerto a Casa Italia anche per il 43enne pianista fusion marchigiano il 9 agosto.
Massimo Bottura: il 49enne chef dell'Osteria Francescana di Modena, tre stelle Michelin, farà il cuoco a Casa Italia, Westminster.

Il Villaggio Olimpico di Londra è stato costruito nell'East End, una zona degradata con molte vecchie fabbriche dismesse. Tutti gli appartamenti per gli atleti da 204 nazioni sono arredati con tende e copriletto decorati con le mascotte dell'Olimpiade. Le residenze sono 2.818, con due-quattro camere.

Il duello tv Rai-Sky.
La Rai trasmette gratis 200 ore di Olimpiadi: solo le gare più importanti e quelle con italiani in evidenza. Sky, invece, offre per la prima volta tutte le gare, su 13 canali diversi (solo per gli abbonati). Duello anche a Londra: gli studi Rai sono a Casa Italia, mentre Sky trasmette dal London Bridge.

L'Italia lotta con Francia, Olanda e Corea del Sud per restare fra i primi dieci nel medagliere olimpico

Le previsioni confermano gli Usa primi per numero di medaglie, seguiti da Cina, Russia, Gran Bretagna, Germania, Australia e Giappone

Sfida emozionante quella del doppio femminile nel tennis: le nostre Pennetta-Schiavone e Vinci-Errani sfidano le sorelle Williams

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Le Spice Girls si riuniranno per cantare nella cerimonia di chiusura del 12 agosto. Compresa Victoria Adams, moglie di David Beckham.
Mauro Suttora