Thursday, February 28, 2008

Baget Bozzo: "Pannella è un profeta cristiano"

«PANNELLA E’ UN PROFETA CRISTIANO»
Don Baget Bozzo: «Marco ha una visione religiosa, è stato lui a introdurre Gandhi in Italia”

Libero, 28 febbraio 2008

di Mauro Suttora

«Marco Pannella in realtà è una figura interna alla cristianità italiana. Non è un politico. È un profeta». Così commenta con Libero, dalla sua casa di Genova, uno dei più acuti osservatori della politica: don Gianni Baget Bozzo, 82 anni (quattro più di Pannella).

È incredibile come un partitino con non più del due per cento dei voti, e che ha ottenuto da Walter Veltroni meno dell’uno per cento dei parlamentari (nove su 950), riesca a scatenare tante polemiche. Veti, proteste, addirittura paura che un così minuscolo embrione possa trasformare tutti i Democratici in un «partito radicale di massa». A meno che...

«A meno che non si capisca che la visione di Pannella non è solo politica. È una visione religiosa», spiega don Baget. «È stato lui a introdurre il digiuno, la nonviolenza e tutto l’universo di Gandhi in Italia. Pannella trascende la politica: castiga il corpo per elevare l’anima».

Proprio come la senatrice Paola Binetti col suo cilicio: ecco trovato un punto di contatto fra l’anziano anticlericale e la sua più accesa oppositrice nel partito democratico. Ma perfino sul termine «anticlericale» occorre specificare. Perché è sicuramente Pannella l’inventore del micidiale slogan «No Vatican, no taliban». Ma con la continua spiegazione che il «clericalismo» è un vizio della vera religione, che i radicali non hanno nulla di antireligioso, e che anzi pure loro sono «credenti», seppure in «altro».

E cosa sarebbe, quest’«altro»? Secondo don Baget, «Pannella è un impolitico, non guarda al governo: vuole, attraverso la politica, riformare l’orizzonte spirituale degli uomini». Addirittura? «Certo. Pannella punta da sempre a una riforma del cattolicesimo italiano, non inteso come appartenenza ecclesiastica ma come cultura di popolo. Il suo avversario è stata quella convergenza tra cattolicesimo e comunismo che ha avuto il suo massimo risultato nel compromesso storico fra Dc e Pci».

Don Baget si spinge ancora più indietro: «Il compromesso storico rappresenta il rovesciamento del Risorgimento, che voleva introdurre in Italia la laicità dello Stato e la libertà del cittadino. Il ‘libera Chiesa in libero Stato’ di Cavour era l’idea di una riforma del cattolicesimo italiano, la speranza che il mutamento dell’Italia avrebbe determinato il rinnovamento della Chiesa».

E qui si scopre uno dei grandi amori politici di Pannella: don Romolo Murri, il sacerdote che un secolo fa fondò assieme a Sturzo e Toniolo la Fuci e la Democrazia Cristiana, ma che nel 1909 fu deputato radicale. «Murri voleva riformare il cattolicesimo con l’accettazione della libertà di coscienza», spiega don Baget, «e anche Pannella negli anni ’70, quelli di Paolo VI, dà un profilo spirituale alla sua azione. Questa è la sua novità rispetto al liberalismo. Pannella vi introduce la dimensione individuale: la coscienza, il corpo, il sesso. Prima il divorzio, poi l’aborto. E riesce a imporre al Pci e al governo, Dc compresa, le sue proposte».

Baget Bozzo aveva sviluppato questa tesi una dozzina anni fa, su ‘Liberal’. E giungeva a questa conclusione: «I profeti non diventano mai re. I rapporti tra Pannella e gli altri politici sono conflittuali non per differenze di pensiero, ma per differenti vocazioni. Pannella è un profeta. Ma appartiene troppo alla cristianità per poter mai diventare un profeta re».

Non è più esatto definirlo un eretico? «Gli eretici sono dei grandi organizzatori. Nessuno pensa a Calvino come a un profeta, ma come a un grande organizzatore ecclesiastico. Gli eretici non sono profeti, sono vescovi alternativi per una Chiesa alternativa. Ma Pannella non vuole fondare un’istituzione. Non cerca il potere, vuole solo comunicare, quasi in modo ossessivo: è parola continua, un presenzialismo in tutte le sedi. Entra in conflitto con la Chiesa, ma ciò corrisponde alla dinamica della profezia».

Mauro Suttora

7 comments:

lucabagatin.ilcannocchiale.it said...

L'ho letto questa mattina su Libero.
Condivido molte delle cose dette da BB.
Non penso che infatti sia un caso se fra i radicali vi siano moltissimi gnostici o interessati alla spiritualità in generale.
Non ultimo il sottoscritto: seguace della Blavatsky e di Sai Baba ma senza fare alcun proselitismo esterno.
La spiritualità radicale è molto simile a quella gnostica: pone l'inviduo e la sua anima al centro dell'Universo ponendo così al centro il Serpente piuttosto che il Dio malvagio dell'Antico Testamento.

mauro suttora said...

pannella e' un prete, con uno zio prete

lucabagatin.ilcannocchiale.it said...

Un prete o uno sciamano con tanto di "droghe" mistiche ?

PS: forse questo è l'aspetto che più mi ha affascinato di Pannella

mauro suttora said...

per me invece e' quello che affascina di meno. Gia' ce ne sono tanti di preti in Italia

lucabagatin.ilcannocchiale.it said...

Sì, ma quasi nessuno razzola bene come Pannella.
Pannella peraltro, più che un prete, mi pare più un filosofo mistico.
Senza il suo "misticismo politico" penso che molti italiani sarebbero più ideologicamente "clericali", ovvero più "ideologicamente idioti" di quanto non lo sono già per la maggior parte.
La portata cultural-spirituale di Pannella a me pare davvero notevole e ha permesso a moltissimi di noi di comprendere quanto i corpi siano di gran lunga più "politici" di quanto non lo siano le normative scritte.

londradical said...

e infatti è il tuo corpo, Bagatin, che, posseduto dal demone mistico pannelliano (me l'ha ordinato apparendomi in sogno), mi appresto a sventrare e squartare.

preferirei trascorrere il weekend a dormire, ma devo mantenere la parola data

Anonymous said...

la correttezza si apprende con le regole, e le regole sono stabilite dalla limitazione delle libertà, cioè dalla galera. Fino a quando i furbetti la faranno franca, fino a quando la parola "onesta" rappresenterà una zavorra e non un merito, ogni battaglia sociale fallirà. Ogni legge e ogni regola commporta l'accettazione di determinati comportamenti.

Le regole, quando l'etica è inesistente, non servono a niente!

Luca Nicoletti