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Tuesday, February 02, 2021

Resistenza, Direttorio, Stati Generali... ma alla fine rimarrà solo il Vaffa

Per studiare la storia ora c’è la neolingua a 5 stelle. Rimpiangeremo la creatività lessicale grillina, ma alla fine un solo termine rimarrà scolpito nel marmo dell’eternità

di Mauro Suttora

HuffPost
, 2 febbraio 2021

Si chiamerà ‘Resistenza’, la corrente dei parlamentari grillini seguaci di Alessandro Di Battista. Combatteranno valorosamente contro Matteo Renzi, individuato come il nuovo occupante arrivato dall’Arabia invece che dalla Germania per far fuori il reddito di cittadinanza, e inserire Mes e Meb nel nuovo Governo.

Minacce tremende, meritevoli di mobilitazione antinazista. Buttate i sussidiari: per studiare la storia ora c’è la neolingua a cinque stelle. Che questa volta ci riporta al 1943, ma che finora era più affezionata alla Rivoluzione francese. “Cittadini” infatti sono i poveri membri del popolo, cioè tutti noi, vessati a scelta dal Pd o dalla Lega (a seconda dei governi, Conte 1 o 2), ma finalmente difesi dai seguaci di Grillo. Che nel 2013 promisero di essere un “movimento senza capi”. Pochi mesi dopo ne elessero ben cinque, di capi, e li chiamarono Direttorio come a Parigi nel 1795: Di Battista, Di Maio, Fico, Ruocco e Sibilia. 

Ma proprio come in Francia, dove le dinamiche rivoluzionarie produssero il deprimente ritorno da un re a un imperatore, anche i grillini alla fine hanno accentrato il potere in un’unica persona. Solo che invece di Napoleone noi abbiamo avuto Di Maio e Crimi: denominati chissà perché capi ‘politici’, forse per distinguerli da altri più ‘fisici’, o ‘amministrativi’ (il rampollo Casaleggio?), o ‘spirituali’ (l’elevato Grillo, ora desaparecido?).

Il gran finale dell’epopea giacobina nostrana ai quattro formaggi è arrivato con gli Stati Generali dello scorso novembre. Mica potevano chiamarlo Congresso, come quello di un partito qualsiasi. E pazienza se Casalino aveva appena scippato loro l’altisonante idea, con gli Stati Generali governativi estivi di villa Pamphili. 

I 5 stelle si sono riscattati con un’ulteriore novità: le prime elezioni al mondo senza risultati. La società Casaleggio, infatti, non ha rivelato i voti presi da ciascun big (pare che Dibba abbia stracciato Di Maio e i governisti).

In ogni caso, rimpiangeremo la creatività lessicale grillina. Fatalmente tutti i nuovi movimenti, per affermare la propria novità, iniziano col cambiare le parole. È già successo con fascisti e comunisti, ma fortunatamente le smanie palingenetiche dei seguaci di Grillo non hanno avuto il tempo di cambiare anche la realtà. 

Così le famose “graticole”, inventate per arrostire gli sventurati che osavano candidarsi online alle primarie (pardon, parlamentarie) per diventare deputati (pardon, portavoce) sono state abbandonate. E ora a cuocere a fuoco lento nel pentolone allestito dal nazisaudita Matteo è rimasto solo Conte.

Passeranno alla storia gli altri contributi pentastellati al vocabolario politico? Navigator, Rousseau, facilitator, quirinarie, disintermediazione parassitaria, contratto di governo... Appassionati di storia ma già appassiti, non rivelate agli ignari la fine toccata ad altri moralizzatori populisti e velleitari italiani: Cola di Rienzo, Savonarola, Masaniello, Pisacane. Si accontentino dell’unico loro neologismo che rimarrà scolpito nel marmo dell’eternità: “Vaffa!”

Mauro Suttora