Wednesday, August 12, 2009

La casa maledetta di Doberdò

IN FRIULI UNA SERIE DI DISGRAZIE SEMINA IL PANICO

Due suicidi, un tentato omicidio, un ragazzo morto in moto. In diciassette giorni. E tutti abitavano in una palazzina di Doberdò. Che ora sta vivendo un incubo

di Mauro Suttora

Oggi, 12 agosto 2009

Doberdò (Gorizia)
Doberdan in sloveno significa «buongiorno». Come il nome di questo paese di 1.400 abitanti sull'altopiano del Carso, fra Gorizia e Monfalcone. A Doberdò non è successo più nulla dopo la Prima guerra mondiale, che con le sue trincee distrusse ogni casa. Poi, il 4 luglio, l'infermiera Annamaria Ferletic di 51 anni ha accoltellato il figlio Cristian. Pensava di averlo ammazzato, e allora si è suicidata tagliandosi l'arteria femorale. Tredici giorni dopo, Kevin Ponzetta, 17 anni, corre in moto con l'amico Michele Visintin sulla provinciale 15. Bei posti: il lago carsico senza affluenti (sorgenti sotterranee), boschi, vigne. D'improvviso lo schianto. E Kevin, padre di un bimbo di un anno, muore. Passano altri quattro giorni. Lo zio di Michele s'impicca.

Tre morti e un tentato omicidio in diciassette giorni. Troppi, per paese tranquillo e sonnolento come Doberdò. E agghiaccianti, perché hanno tutti a che fare con la stessa casa: una palazzina di due piani accanto alla chiesa, in piazza San Martino 9. La Ferletic e i Ponzetta erano dirimpettai. Sotto, al piano terra, abita la famiglia Visintin. Coincidenze, certo. Kevin non è andato a sbattere a causa del lago di sangue nell'appartamento accanto, e lo zio del suo amico Michele non si è suicidato perché sconvolto dalla morte del ragazzo del piano di sopra. Però, alla fine, tutte le disgrazie fanno capo a quella che qualcuno comincia a chiamare «casa degli orrori».

Gli anziani ricordano un' altra maledizione per quella casa: 53 anni fa vi morirono i due figli del proprietario. Erano gemelli neonati, li ammazzò la polmonite quando la mamma tornò a casa dall' ospedale. Il 21 agosto esce in Italia il film americano Il messaggero - The haunting in Connecticut . La protagonista, Virginia Madsen (candidata all' Oscar nel 2005 per Sideways), è alle prese con una casa simile a quella di Doberdò. I cui abitanti, oggi sbigottiti, sperano solo di tornare presto nel dimenticatoio.

4 comments:

lucabagatin.ilcannocchiale.it said...

Beh, se l'obiettivo era dimostrare che il Friuli è una regione catartica bastava che facessi un'intervista al sottoscritto.

mauro suttora said...

caro Luca, quando Pannella era consigliere comunale a Trieste nel '78, nei suoi comizi urlava sempre che bisognava "difendere il cazzo!"
I non giuliani non hanno mai capito che, tradotto dal romano-abruzzese, si riferiva al Carso

lucabagatin.ilcannocchiale.it said...

Beh...a Trieste Dora Pezzilli, in soliderità con l'elezione di Ilona Staller, si spogliava in piazza e lei non difendeva certo il ca.... ! ;-P
Grandi tempi quelli !
Ad ogni modo, fosse stato per noi pordenonesi, Trieste l'avremmo regalata alla Jugo da tempo.
;-))))

cesare said...

Beata ignoranza:doberdò non significa "buongiorno",quello è doberdan da dober-dobro=buono,bene e dan=giorno.
Doberdò significa "alla bella quercia" da dob=quercia,uff questi provincialotti friulopordenonici vecchi residuati longobardi di lunga spada e di mente corta tutto bisogna spiegargli,presuntuosi arrogantelli.
Por-denone chi? ma che è? una città? perchè non regalarla alla moldavia....