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Tuesday, May 12, 2026

Svizzera a numero chiuso. La campagna sovranista per un tetto a 10 milioni di abitanti

Si incrociano due preoccupazioni: a sinistra quella per la sostenibilità dell'impronta ecologica, a destra quella per la perdita d'identità (perfino paura di sostituzione etnica). Se si sommassero, il referendum del 14 giugno sarebbe già vinto

di Mauro Suttora

Huffingtonpost.it, 12 maggio 2026

Erano cinque milioni nel 1956, sette milioni nel 1994. Poi è cominciata la moltiplicazione degli abitanti svizzeri: otto milioni nel 2012, nove milioni oggi. "No a una Svizzera da dieci milioni!": questo è il referendum che si terrà il 14 giugno, promosso dall'Udc (Unione democratica di centro). 

Sola contro tutti, la destra sovranista (che dal 1991 ha triplicato i propri voti, dall'11% all'attuale 28-29%) chiede un controllo rigoroso dell'immigrazione, affinché i residenti in Svizzera non superino i dieci milioni. La confederazione dovrebbe prendere provvedimenti appena la popolazione arriverà a 9,5 milioni. Se l'iniziativa vincerà, potrebbe annullare l'intesa con la Ue sulla libera circolazione e diversi altri accordi. 

La campagna è già molto accesa. L'immigrazione annua è infatti esplosa dai 91mila del 1997 ai 180mila del 2008, fino a raggiungere 260mila nel 2023 e 212mila l'anno successivo. La crescita naturale degli abitanti (differenza fra nascite e morti) è invece scesa dai 20mila del 2018 agli attuali 6mila. 

Quindi l'aumento della popolazione è dovuto quasi esclusivamente agli immigrati. Che diventano cittadini solo in minima parte, circa 40mila all'anno. Attualmente un quarto dei residenti in Svizzera non ha la cittadinanza e non vota, anche se gode di eguali diritti sociali ed economici. Per questo i partiti di centro e di sinistra accusano l'Udc di razzismo, oltre che di danneggiare l'economia se la proposta verrà accolta. 

Il controllo della crescita della popolazione era un caposaldo delle battaglie per l'ambiente fino agli anni '80. Poi, con i misfatti del controllo coatto delle nascite in Cina e la denatalità nei Paesi sviluppati, il tema è stato abbandonato. Anzi, le grandi associazioni ecologiste che ancora lo propugnavano, come il Sierra Club negli Usa, sono state accusate di razzismo e malthusianesimo, visto che l'eccessiva natalità oggi è un problema solo in Africa. 

Tuttavia, anche nel 2025 gli abitanti della Terra sono aumentati di 70 milioni. Esattamente come mezzo secolo fa. La fecondità media delle donne infatti si è dimezzata, ma poiché la popolazione totale nel frattempo è raddoppiata (da quattro a otto miliardi), il risultato non cambia. 

La magra consolazione è che questi 70 milioni in più vivranno in Paesi sottosviluppati, quindi consumeranno poco e causeranno poche emissioni. Ma anche questo è un ragionamento razzista: gli africani hanno diritto al nostro livello di consumi, e prima o poi ci arriveranno. Facendo salire anch'essi il riscaldamento globale. 

In Svizzera si incrociano le due preoccupazioni: a sinistra quella per la sostenibilità dell'impronta ecologica, a destra quella per la perdita d'identità, fino alla paura della "sostituzione etnica" agitata dagli estremisti. Se si sommassero, il referendum del 14 giugno è già vinto. 

La Svizzera è un caso atipico in Europa: è l'unico Paese che negli ultimi trent'anni ha aumentato i propri abitanti del 30%. E non per crescita endogena. Tutti gli altri sono stazionari, l'Italia è diminuita da 60 a 59 milioni. Se avessimo lo stesso ritmo d'aumento svizzero, avremmo già superato i cento milioni. Ma la ricchezza del Paese elvetico continua ad attirare immigrati, e ora si vogliono porre limiti.



Wednesday, October 16, 2024

Fare figli: un dibattito gravido di ridicolo

di Mauro Suttora

La surreale lite fra Bucci e Orlando (candidati alla presidenza della Liguria), e tifoserie al seguito, sul moltiplicarsi e il successo della società. Già pronti al secondo round, con grado di suscettibilità non minore: le politiche per gli animali

Huffingtonpost.it, 16 ottobre 2024  

Far figli è di destra o di sinistra? I liguri hanno undici giorni di tempo per deciderlo, prima di votare alle regionali. Gli schieramenti si sono delineati durante un dibattito tra i candidati alla presidenza Marco Bucci (centrodestra) e Andrea Orlando (centrosinistra).

Forse per ingraziarsi i padroni di casa, visto che la sfida era promossa dalla diocesi di Genova nella sala Quadrivium (fortunatamente non Trivium), Bucci ha osato dire: “Chi fa figli contribuisce al successo della nostra società. Vorrei che tutti quanti facessero e avessero fatto figli”.

Orlando, che non ha figli, ha allora criticato la criminalizzazione di chi non ha potuto averli: “Oggi fare un figlio costa, serve welfare per aiutare le donne a non dover scegliere tra il lavoro e la famiglia, perché è sulle donne che si scarica il lavoro di cura in una famiglia che resta organizzata ancora secondo vecchi schemi”.

Alé, ecco che subito piovono reazioni. Le candidate della coalizione progressista insieme alla Conferenza delle Democratiche, per una volta unite, hanno addirittura stilato un indignato comunicato ufficiale: “Non si risolve la crisi demografica criminalizzando chi non può avere figli. Gravi e inadeguate le parole di Bucci, non tengono in alcun modo in considerazione la complessità della questione e risultano discriminatorie nei confronti di chi, per ragioni personali, mediche o economiche, non ha potuto o non ha voluto avere figli”.

La questione è complessa, compagni: ricordo che alle assemblee del liceo così dicevano quelli del Pci quando non sapevano bene cosa dire. E oggi che va di moda la discriminazione aggiungiamoci pure quella, che male non fa.

Ma il frasifrattese esige un accenno alle colpe della società. “Dove sono le istituzioni?”, urla indignato quel comico della Gialappa's. Proseguono quindi le donne progressiste: “In una regione in cui il divario salariale fra uomini e donne è in crescita, in controtendenza con i dati del resto del nord ovest, in cui le donne guadagnano meno del 30% degli uomini e hanno accesso principalmente a lavori precari e a bassa retribuzione, dove solo tre bambini su dieci hanno un posto all’asilo nido garantito, le parole di Bucci su chi non ha figli suonano profondamente sbagliate”.

Ecco aggiungersi al coro le donne M5s, che si candidano divise ma colpiscono unite: “Ci sentiamo profondamente offese dalle dichiarazioni di Bucci, che riducono il valore delle persone e in particolare delle donne al fatto di avere o meno figli. Affermare che solo chi ha figli contribuisce al 'successo della nostra società’ è un messaggio pericoloso, discriminatorio e indiscutibilmente inaccettabile. Qualcuno informi Bucci che siamo nel Terzo Millennio".

Si aggiunge la deputata pd Valentina Ghio: “Bucci dovrebbe chiedere scusa a tutte le donne. Chi si candida a governare una regione dovrebbe avere rispetto e la capacità di proporre ricette per sostenere la natalità e le donne in percorsi di vita e lavoro sempre più complicati. Dovrebbe parlare di superamento del gender pay gap, di congedi paritari retribuiti, di rafforzamento dei servizi di welfare”.

Poteva mancare la segretaria confederale della Cgil, Lara Ghiglione? “Anche Bucci, come la destra al governo, pensa di contrastare la denatalità colpevolizzando chi non ha figli, anziché indicare come soluzione gli investimenti in servizi pubblici a supporto della genitorialità e il lavoro stabile ed equamente retribuito, soprattutto per le madri lavoratrici che pagano il prezzo più caro dopo la nascita di un figlio”.

Travolto dalle reazioni, Bucci dopo qualche ora risponde: “Pura speculazione di chi travisa le parole. Ho soltanto detto che vorrei che tutti avessero figli. Credo che sia l’augurio di tutti, anche di chi purtroppo non può averli, ma vorrebbe. Anzi, immaginiamo un supporto anche per chi ha queste difficoltà. Noi vogliamo una Liguria giovane, dinamica, rispettosa delle generazioni. Senza giovani, anzi, senza figli, la Liguria non può esserci. Orlando e il Pd soffrono di vittimismo e non hanno argomenti con i quali parlare ai liguri”.

Lo spalleggia Lorenza Rosso, assessora e candidata: “Bucci ha detto che vuole una Liguria giovane, che abbia un futuro. Che si augura che tutti abbiano figli. E allora? Come si fa a non essere d’accordo? Cosa c’è di male in questa affermazione? Da donna non posso che essere d’accordo con lui. Da Medioevo è piuttosto sfruttare il dolore di chi non può avere figli per un uso propagandistico. Il sostegno a tutte le famiglie e ai giovani deve essere un preciso compito della politica”.

Sente il bisogno di esprimersi anche la candidata di centrodestra Stefania Cosso, che la butta sul cuore: “Sono allibita nel leggere che Bucci è finito sotto accusa per aver detto che vorrebbe che tutti abbiano figli. È un auspicio bellissimo, un augurio che non si può non condividere. A meno di guardare tutto con gli occhi della negatività, con il cuore prevenuto. Credevo che chiunque auspicasse per tutti i liguri la gioia dei figli. Evidentemente non è così. Credo proprio che per primo chi, purtroppo, non può avere figli, non possa condannare un augurio positivo”.

Nel dibattito interviene infine l'assessora al Commercio di Genova, Paola Bordilli, candidata per la Lega: “Appartengo a quel gruppo di donne che non hanno ‘potuto avere figli’, per citare le parole di Orlando. Nel mio caso, non potrò mai averne a causa di importanti motivi di salute. Non ne faccio mistero e non ne faccio schermo. Nondimeno, non mi sento minimamente ‘discriminata’, sempre per usare le parole di Orlando, perché continuo a dare ugualmente il contributo alla società in cui vivo. Parlare di maternità e di natalità è un tema troppo complicato da poter liquidare in una replica. Come donna non mi sento offesa da Bucci: c’è chi ha il dono di poter avere figli e chi ha ricevuto altri doni e talenti. Ho frequentato le scuole presso le suore e non credo che le consorelle abbiano dato di meno rispetto alle mamme”.

Bene, ogni aspetto della questione è stato sviscerato. Nessun riferimento a Mussolini, perché in realtà destra e sinistra sono unite nell’auspicare più figli. Ma nessun politico può permettersi di aggiungere alle numerosissime cause sociologiche della denatalità, che so, la voglia di viaggiare e di spendere in vacanze invece che in pannolini. Protesterebbero gli albergatori, che in Liguria sono tanti e votano. O le giovani coppie accusate di egoismo.

Quanto al prossimo tema fondamentale di dibattito, già lo preannuncia Bucci: “Nel programma di Orlando non c’è nulla sugli animali”. Prepariamoci ad altre suscettibilità irrimediabilmente ferite.