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Wednesday, January 18, 2017

Il presidente più imprevedibile del mondo

di Mauro Suttora

Oggi, 18 gennaio 2017

Non si era mai visto nulla di simile. «Sarà un grande presidente, come Reagan», dicono i sostenitori. «È come un bambino di dieci anni che ha avuto in regalo un miliardo di dollari e un aereo», lo dipinge invece David Owen sulla rivista New Yorker.

Il 20 gennaio iniziano i quattro anni (rinnovabili) del presidente Donald Trump. Ecco alcuni suoi lati curiosi.

QUANTO CI COSTI
Nessun presidente Usa è mai stato ricco quanto Trump. Ma questa sua condizione di miliardario non farà risparmiare le casse pubbliche. I viaggi, per esempio. Donald si muove come una trottola: weekend invernali in Florida, estivi in New Jersey. 
Possiede tre aerei e tre elicotteri, ma contrariamente a Berlusconi non potrà usarli: il presidente dev’essere protetto e deve comunicare in ogni istante, esigenze soddisfatte solo dall’aereo Air Force One e dall’elicottero Marine One. E se torna nella sua Trump Tower di New York ogni venerdì, ogni corteo presidenziale dall’aeroporto a Manhattan costerà un milione di dollari per la sicurezza.

CINA
Il simbolo del capitalismo è contro il libero mercato: vuole proteggere i prodotti made in Usa con tariffe doganali. Viceversa, gli autocrati comunisti cinesi si trovano a difendere il liberismo globalista. Incredibile.

PACIFISTA NOGLOBAL
Trump è contro la Nato: «Obsoleta». Realizzerà il vecchio sogno pacifista di chiudere le basi atomiche Usa in Italia? E resusciterà i noglobal, spariti dopo le proteste di Genova 15 anni fa?

PERLE DI SAGGEZZA
Le frasi celebri di Trump sono raccolte in ben tre libri. «Siate impertinenti, sicuri di voi, brillanti, spiritosi, e avrete tutte le donne che volete». «In politica come nella vita, gli amici vanno e vengono, ma i nemici si accumulano». «Amo schiacciare la controparte e portare a casa affari miliardari. Non c’è nulla di più bello. Meglio del sesso, che pure apprezzo molto». «Se qualcuno vi offende, fategliela pagare. Altrimenti si passa per codardi». «Non concedetevi il tempo per dubitare. Quando pensate “Non sono sicuro di poterlo fare”, trasformatelo in “Mi sentirò grande quando l’avrò fatto!”.

3 MILIONI DI VOTI IN MENO
Trump ha avuto due milioni e 865mila voti meno di Hillary Clinton. Ha vinto soltanto grazie al sistema maggioritario dei collegi statali.

MERKEL
Trump detesta la cancelliera tedesca Angela Merkel. È il simbolo dell’Europa, e ha aperto la porta ai migranti.

IL MIO AMICO PUTIN
«Voglio vivere in pace con la Russia. Che c’è di male? Via le sanzioni»

DUE SUOCERE
Trump ha due suocere slave, molto presenti nella vita di famiglia. La ceca Marie Zelnickova, 89enne, ha cresciuto Ivanka al posto dell’indaffaratissima figlia Ivana. E oggi la aiuta con i tre bisnipoti. Sicuramente la seguirà a Washinton. Anche la slovena Amalia Knavs Ulcnik, 71, madre di Melania, è spesso a New York col marito Viktor. Con entrambe le suocere il presidente ha ottimi rapporti.

PRIMA I FIGLI
Scelte opposte ma simmetriche: Melania Trump non segue il marito a Washington perché rimane a New York fino alla fine dell’anno scolastico del figlio Barron; Obama invece abiterà nella capitale per almeno due anni, finché la figlia Sasha finirà il liceo, che non vuole cambiare. 
È la prima volta da quasi cent’anni che un ex presidente continua ad abitare a Washington dopo il mandato. E non era mai successo, in 217 anni, che la Casa Bianca non avesse una First Lady.

SANITÀ
La riforma sanitaria di Obama ha dato l’assistenza medica a 23 milioni di statunitensi. Trump vuole abolirla, perché i costi delle polizze sono aumentati del 27%. Ma è una misura impopolare. Quindi, per abbassare i costi, dice che obbligherà le case farmaceutiche a ridurre i prezzi delle medicine.

Mauro Suttora

Wednesday, November 04, 2009

Tina Brown

Ci mancava solo la vecchia Tina a farci la lezione: Tina Brown, 56 anni, personaggio sconosciuto in Italia ma ancora con qualche seguito fra i radical chic di New York.

Giornalista di pettegolezzi, e direttrice di mensili già a 25 anni per meriti più di talamo che di calamaio: prima dello snobbissimo inglese Tatler, poi del Vanity Fair americano, che non ha niente a che vedere con quello italiano tranne il nome e l’editore Conde Nast. Infine, lo scandalo: nel ’92 la Conde Nast la mette alla guida del New Yorker, cioè la Bibbia del giornalismo letterario statunitense. Come se piazzassero Signorini a dirigere la Treccani. Lei se la cava più con la grinta che con la cultura, e si guadagna la meritata fama di «total bitch» («stronza totale»).

Ebbene, la simpatica signora l’altro giorno, dopo un convegno a Firenze, si è avventurata a definire «preistorico» Silvio Berlusconi, uno che «fa tornare indietro le donne» con le sue vicende fra «gossip e soap opera».

Toh, il bue che dà del cornuto all’asino. Perché tutti ce la ricordiamo, l’arrampicatrice Tina che già all’università si portava a letto i suoi intervistati per la rivista letteraria studentesca, come il columnist Auberon Waugh. Poi fu la volta dello scrittore Martin Amis, prima di planare a 21 anni fra le lenzuola di Harold Evans, direttore del Sunday Times di un quarto di secolo più anziano. La Noemi britannica viene subito assunta, fa divorziare Harold e se lo sposa.

Negli anni Novanta, più che per le pagine del New Yorker, Tina si fa notare per lo strenuo appoggio ai suoi amici Clinton, contro quei cattivoni di giudici che avevano scoperto il penchant del presidente per il sesso orale sotto la scrivania. E, soprattutto, per il suo eterno duello con il sito internet Drudge Report, scopritore del Monica Lewinsky-gate.

Ma, ancora una volta, Tina Brown scivola su se stessa. Specializzata nel farsi dare soldi da uomini per avventure editoriali finanziariamente disastrose, dopo la sua uscita dal New Yorker nel ’99 sifona i fratelli Weinstein della Miramax per mettere in piedi la costosissima rivista Talk. Dura appena due anni, facendo perdere milioni di dollari. Cerca di pubblicare un libro sui gusti sessuali privati degli inquirenti del Monicagate, a cominciare dal procuratore Kenneth Star, per vendicare Bill Clinton. Ma la Disney, proprietaria della Miramax, la stoppa per attentato alla pubblica decenza.

Negli ultimi anni la tignosa Tina, rimasta disoccupata, si è consolata dilapidando i soldi dell’ormai ottantenne marito in megaparties nella loro casa di Manhattan e agli Hamptons (la Portofino di New York). È tornata in pista un mese fa con il sito The Daily Beast. Specializzato nel «preistorico» gossip politico, ovviamente.