Tuesday, December 25, 2018

Grillini, soavemente totalitari

di Mauro Suttora

25 dicembre 2018

Ha ragione Paolo Mieli: è ridicolo dire che i grillini sono simili ai fascisti (nati per coincidenza cent'anni fa proprio qui a Milano, in piazza San Sepolcro) 
I grillini sono soavemente totalitari. Perché assolutamente convinti, con la buona fede dei tonti, di rappresentare gli interessi di TUTTI i cittadini.
Ovvero del popolo.
Paradossalmente, è la negazione delle classi ("non siamo né di destra né di sinistra") a renderli pericolosi.
I comunisti hanno causato decine di milioni di morti in nome del conflitto di classe.
I grillini causano invece disastri negando lo stesso conflitto.
Loro incarnano la volontà generale (Rousseau). Non c'è posto, non è concepibile un'altra volontà. Un'altra verità.
La sindaca Raggi che sorride blaterando "Noi facciamo gli interessi dei scittadini" è in realtà un'inconsapevole fatina nazicomunista.
Il terrunciello democristiano tecnicamente perfetto che urla megalomane "Abbiamo sconfitto la povertà" non è politico. Aveva ragione Paola Taverna, i grillini non sono politici.
Sono religiosi, ma la loro è la crociata dei bambini che finiscono annegati in mare, in fila dietro lo zufolo del grillo parlante che li guida.
Si battono per il bene del popolo. Un unico popolo, senza interessi, idee, valori diversi fra loro.
"Compatti come una testuggine", il che da Sparta alle falangi macedoni alle SS promette disgrazie.
Mai un dibattito, un confronto, un votazione, una maggioranza e un minoranza. 
Cianciano e promettono democrazia ma non sanno cos'è, non la praticano fra loro.
La compattezza proibisce deviazioni e correnti (Stalin), emargina il diverso, espelle il dissidente, terrorizza l'indisciplinato.
Come nelle sette. La sede dei grillini non dovrebbe essere a Milano quella della società privata Casaleggio dietro via Montenapoleone (20mila € al mq), ma il palazzo Scientology in viale Fulvio Testi.
Totalitari e totalizzanti, i grillini parlano e si frequentano solo fra loro, sono endogamici, online bannano i dubbiosi, la loro vita privata cambia quando entrano nel movimento.
Finalmente trovano amici e amanti, basta solitudine, si sentono importanti, ecco un senso, uno scopo.
Chiunque partecipi a una loro riunione avverte immediatamente quel fetore dolciastro a metà fra alcolisti anonimi e convento, caserma e oratorio, asilo infantile e psichiatrico.
Entusiasti e conformisti, aspettano il Verbo dal Blog, senza frusta si smarriscono, e lo dice la parola stessa: sono un movimento, quindi se non si muovono perennemente cadono su se stessi. Come le bici da ferme.
Mauro Suttora

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