Wednesday, June 03, 2009

intervista a Renato Brunetta

Oggi, 27 maggio 2009

di Mauro Suttora

Professor Brunetta, so chi è Brodolini.
«Bravo».
Renato Brunetta, 59 anni, il ministro (della Funzione pubblica) più popolare del governo Berlusconi, ha spopolato su Blob e Striscia per la scenata fatta a Daria Bignardi, che l’ha intervistato ignorando chi fosse Giacomo Brodolini, padre dello Statuto dei lavoratori.
I quali lavoratori scoprono di essere i meno pagati d’Europa.
«Ed è un male, perché stipendi bassi danno bassa produttività e competitività».
Di chi la colpa?
«Dei governi di sinistra e Cgil che hanno voluto moderazione salariale, ma anche della miopia delle imprese».
In pochi però si arrabbiano.
«Perché sommerso, evasione fiscale, pensioni, assistenza familiare e altre scappatoie italiane fanno da ammortizzatori».
Gli stipendi lordi sono buoni, ma vengono massacrati dal cuneo fiscale: tasse e contributi.
«Tasse troppo alte per chi le paga, basse o nulle per chi evade. E’ il modello Italia: salari contenuti, tanto benessere e pochi conflitti sociali».
Quindi va bene così.
«Sbagliato. Cambieremo questo welfare scassato, che costa tanto e protegge solo i pensionati, poco i giovani e pochissimo le famiglie».
A Como cento dipendenti privati devono mantenerne nove pubblici, a Catanzaro 43. Per questo al Nord votano Lega e non Pdl.
«E sbagliano. Il Pdl, e non la Lega, sta introducendo il federalismo fiscale. Per farlo occorre un partito con spalle grosse, nazionale. La Lega sta solo al Nord, l’alleanza giusta è quella col Pdl».
Stipendi pubblici aumentati del doppio rispetto ai privati in sette anni. E voi siete stati al governo per cinque. Cos’è, peronismo?
«Per il passato siamo corresponsabili. Ma ora premieremo il merito ovunque, senza dare tutto a tutti nei settori protetti».
Il solito politico che usa i verbi al tempo futuro.
«Sbagliato. I miei decreti passano entro luglio».
Ottantamila euro di debito pubblico gravano su ogni giovane. Se lo fossi, vi tirerei uova.
«E sbaglierebbe. Perché metà di quella cifra è in mano a suo padre, in Bot e Cct. E il resto è di fondi come quello dei pensionati californiani».
Ma anche di speculatori che possono far fare all’Italia la fine dell’Argentina, in bancarotta con i suoi bond.
«Sbagliato. “Speculatore” non è una brutta parola. Viene dal latino “speculare”, cioè studiare e capire, per approfittare. La speculazione è una scienza che fa fruttare i talenti».
E’ la prima cosa non di sinistra che dice in quest’intervista.
«Sono sempre stato socialista».
Il Pdl non è un partito liberale?
«Ci sono anche i socialisti lib-lab, riformisti».
Ma il Pdl è di centrodestra.
«Sbagliato. La maggioranza degli operai vota per noi. Siamo interclassisti, eredi del grande centrosinistra che cambiò l’Italia».
Facendo esplodere il debito pubblico.
«Sbagliato. Quello degenerò negli anni 70, quando il Pci votava le leggi di spesa del consociativismo».
La sua difesa degli speculatori mi fa senso. Hanno causato la crisi attuale, giocando con la finanza senza lavorare né produrre.
«Sbagliato. I cosiddetti speculatori, cioè i gestori dei fondi che tutti adoravamo finché ci facevano guadagnare, lavorano moltissimo: si devono informare per investire nei settori giusti. Sono molto intelligenti e preparati. Solo i tardo-cristiani li disprezzavano».
La crisi ha già buttato in strada il venti per cento dei precari...
(interrompe): «Sbagliato. Nessuno ha dati esatti».
Lei quali ha?
«Io dico che, paradossalmente, questa crisi ha reso più ricchi trenta milioni di italiani. La maggioranza».
E chi sarebbero i fortunati?
«Tutti i lavoratori dipendenti e pensionati con i redditi che salgono automaticamente del quattro per cento, mentre l’inflazione è al due. Il loro potere d’acquisto, dunque, è aumentato».
Nessuno festeggia.
«Perché nessuno investe e spende. Tutti hanno paura, risparmiano. Ma il primo governo che riesce a infondere fiducia ha vinto la sfida. Bisogna sbloccare questa massa di soldi . E’ quel che vogliamo fare con il piano casa».
Altro cemento.
«Non faccia il verde radical chic».
E voi perché non fate parchi?
«L’edilizia è il modo più rapido per rimettere i soldi in circolazione».
Allora costruite metropolitane, cose che servono.
«Sbagliato. Quella è spesa pubblica, aumenterebbe il deficit».
Insomma, la crisi non c’è.
«Non mi faccia dire fesserie. La crisi c’è eccome, con 500 mila posti di lavoro in meno. Soffrono anche gli autonomi, che però reggono meglio se sono stati previdenti nel precedente periodo di vacche grasse».
In Inghilterra i politici si dimettono per poche sterline usate impropriamente, anche senza commettere reati. In Italia invece continuate a scorrazzare in auto blu.
«Demagogia. Mi hanno imposto la scorta 25 anni fa, ne farei volentieri a meno. Nel frattempo hanno ammazzato D’Antona e Biagi. Di caste in Italia ce ne sono tante: magistrati, militari, professori universitari... Anche voi giornalisti».
Ho 50 anni, lavoro da 25 e guadagno 3.500 al mese. Qualsiasi deputato o consigliere regionale ne piglia 12mila.
«E allora perché non va a fare il consigliere regionale?»
Perché non sono una ventenne che conosce Berlusconi.
«La battuta è abbastanza buona. Però la sua collega Bignardi ne prende 600mila dalla Rai. E aspetto sempre di sapere quanto guadagna Gian Antonio Stella, autore del libro La Casta».
Neanche una lira, dallo stato.
«Ma lavora per la Rizzoli, finanziata dallo stato con 24 milioni».
Meno dell’uno per cento del suo fatturato.
«Non importa: chi prende soldi pubblici dia rendiconti pubblici. Trasparenza. Tutti gli stipendi dei miei collaboratori sono on-line».
Voi politici...
«Sbagliato».
Mi faccia almeno finire la domanda.
«Concesso».
Voi politici fate spendere ogni giorno allo stato il quattro per cento in più di quel che incassate con le tasse. Ora che le entrate fiscali sono diminuite del 14 per cento per la crisi, perché non tagliate le spese come tutti?
«E’ sbagliato dire “voi politici” perché noi siamo eletti da voi. Siamo lo specchio del Paese. Se l’Italia spende molto, è perché gli italiani pretendono che spenda molto».
I bilanci in rosso li votate voi politici.
«Con il consenso di tutti. E gli egoismi in Italia sono ben distribuiti in ogni categoria. Non si risana il deficit eliminando le auto blu».
Fatto sta che abbiamo il debito pubblico più alto del mondo: 1.700 miliardi. E ora, con la scusa della crisi, lo state peggiorando.
«Sbagliato: in tempi di crisi sarebbe criminale non risollevare l’economia con politiche di deficit spending. Se tagliamo la spesa corrente moltiplichiamo la depressione».
Lei è proprio un socialista: spendere, spendere...
«E lei è proprio un giornalista. La colgo un po’ impreparato in politica economica. Studi».
Mauro Suttora

8 comments:

orietta said...

"Ho 50 anni, lavoro ...."
aggiorna il tuo profilo!
:)

che ne pensi di questa notizia?

http://ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_986008255.html

ciao

Lanfranco Palazzolo said...

Non lo aggiorna se no è costretto a scrivere una cosa vera.

orietta said...

ops!
il link è distrutto!
lo ripeto :
http://
ansa.it/opencms/export/site/notizie /rubriche/daassociare/visualizza_new. html_986008255.html

---------
x Lanfranco, penso che 50 li farà quest'anno...
;) l'età del bilancio della vita!

orietta said...

cazzarola!
c'è lo zampino Berlusconiano!

http://ansa.it/
opencms/export/site/notizie/
rubriche/daassociare/
visualizza_new.
html_986008255.html

lucabagatin.ilcannocchiale.it said...

Caro Mauro, Brunetta ti ha cazziato per benino e non certo a torto.
In effetti questo governo è, nel bene o nel male (magari una copia sbiadita), l'erede dello storico centrosinistra ed è assolutamente fuorviante il definirlo di centrodestra (De Michelis lo definì di centrodestrasinistra, oggi che An è nel PdL e ha cambiato gran parte del suo Dna, non si può più dire di destra).
E poi anche quella storia del debito pubblico....Brunetta ha colto in pieno !
Ottime anche le sue stoccate al giornalismo professionista militante: prima vediamo i conti e poi facciamo la morale alla Casta politica....
Quest'uomo (poco più basso di me), mi appassione sempre di più.
Lo vorrei a nuovo leader del PdL. A quel punto vedrete anche me cantare in piazza: MENO MALE CHE RENATO C'E' !
Da buon neosorcino liberalsocialista ;-)

orietta said...

buono a sapersi ... non sei neppure più "antimilitarista"

visto che sei rimasto indifferente alla notizia che ti ho postato per ben tre volte, il link non è venuto perfetto, ma via, potevi farcela ad aprirlo

mauro suttora said...

Brunetta ha detto alcune cose intelligenti e controcorrente, ma su debito pubblico e casta politica e' completamente fuori strada, e in privato gliel'ho detto.
Non parliamo poi della sua difesa degli speculatori e dei cementificatori, caro Luca.

Ma contrariamente ad altri giornalisti, non penso che gli intervistatori possano mettersi a dibattere, né tanto meno a duellare (Fallaci) con gli intervistati.

Palazzolo, dove sei finito?

Orietta, perche' sarei diventato militarista?

lucabagatin.ilcannocchiale.it said...

Beh, allora siamo in molti ad essere fuori strada direi....
Cmq sul debito pubblico il governo Craxi non mise pezze, è vero (però segnalo il libro di De Michelis chal titolo "La lunga ombra di Yalta" nel quale egli stesso ammette che la Dc non gli faceva mettere mano agli sprechi sugli assegni "d'invalidità" al sud...), ma ridusse l'inflazione a due cifre.
Il che non fu proprio nulla (ed oggi c'è chi vorrebbe un ritorno alle gabbie salariali, come quei comunistoni della Lega Nord...sic !).
Sugli intervistatori...dovrebbe intervenire Lanfranco che è un esperto di interviste.