Friday, June 06, 2008

Iuri Maria Prado e De Marchi

Cambio di linea

Addio editoriali di Prado e De Marchi.
Radio radicale spegne le voci liberiste

di Mauro Suttora

Libero, 6 giugno 2008

Radio radicale ha eliminato i quattro editoriali bisettimanali del mattino (l’orario di massimo ascolto) di Iuri Maria Prado e di Luigi De Marchi. Andavano in onda da una dozzina d'anni. Si cancella così la fase «liberista» della radio e del partito radicale, iniziata nel 1992, che aveva portato all'exploit della lista Bonino nel ’99 (8,5%).

Prado, 43 anni, avvocato milanese, ha uno studio specializzato in «proprietà industriale» (marchi e brevetti). Appassionato di Gadda e Savinio, nel ’96 era stato contattato da Pannella che apprezzava i suoi editoriali sul Giornale allora diretto da Vittorio Feltri. «Ma da quando nel 2006 scrissi su Libero che non avrei più votato radicale, non mi ha più chiamato. Mi ha solo detto: “Mi spiace per te”».

Nel suo ultimo editoriale, l’altroieri, Prado ha ringraziato Radio radicale per avergli sempre garantito totale libertà, «anche quando esprimevo opinioni diverse dalla linea del partito. Un caso quasi unico, in Italia». Ma dopo la svolta a sinistra di Pannella due anni fa, l’alleanza con i socialisti di Boselli nella riesumata Rosa nel pugno e l’appoggio a Prodi, era evidente che Prado e De Marchi si sono trovati spiazzati.

Stesso destino toccato ai due brillanti giovani allevati da Pannella negli anni ’90: Benedetto Della Vedova e Daniele Capezzone. Il primo si è candidato con Berlusconi già nel 2006, pur mantenendo ottimi rapporti con i radicali. Capezzone invece ha consumato un’acrimoniosa rottura con il partito di cui era stato segretario per cinque anni, e ora è portavoce di Forza Italia. L’unico radicale di destra rimasto a collaborare con Radio radicale è Marco Taradash, che cura la rassegna stampa al sabato.

L’ottuagenario Luigi De Marchi è un monumento del libertarismo italiano. Psicologo e politologo, negli anni ’50 introdusse in Italia il pensiero di Wilhelm Reich e nei ’60 fondò l’Aied (Associazione italiana educazione demografica), con i primi consultori sessuali. Nel ’67 si ritrovò in piazza San Pietro con Pannella sotto lo slogan: «Contro l’aborto, sì alla pillola».

All’inizio degli anni ’90 si avvicinò alla Lega, scrivendo saggi sulla «nuova lotta di classe liberale: produttori contro burocrati». In quel periodo anche i radicali si allearono con i leghisti, promuovendo assieme vari referendum liberisti. Due volte alla settimana De Marchi distillava il suo pensiero «psicopolitico» per Radio radicale, prima della seguitissima rassegna stampa del direttore Massimo Bordin.
Suscitava consensi ma anche forti avversioni: «Ogni volta che iniziava la sua rubrica spegnevo la radio per quei tre inascoltabili minuti», dice Angiolo Bandinelli, storico dirigente radicale e commentatore del Foglio.

I maligni collegano l’allontanamento di Prado e De Marchi ai trenta milioni di finanziamento concessi da Prodi nel novembre scorso alla radio per la trasmissione delle sedute parlamentari fino al 2010. «Sciocchezze», commenta il direttore Bordin, «a De Marchi ho già proposto un’altra collocazione nel palinsesto a partire dall’autunno».

Mauro Suttora

28 comments:

lucabagatin.ilcannocchiale.it said...

Speriamo bene almeno per Lanfranco Palazzolo (che cmq si limita alle interviste) ed alla sua "esse" strascicata".
Un Repubblicano berlusconiano come lui....ehm....è già tanto che continua a lavorare lì.
Che dobbiamo iniziare un boicottaggio-sciopero della fame cotro Radio Radicale ?
Uno sciopero della fame di dialogo per affermare la Verità contro la menzogna cattocom-pannellian-boniniana ?
La Vita liberista contro la morte cattocomunista ?

mauro suttora said...

veramente palazzolo mi sembra il piu' aziendalista fra i giornalisti di radio radicale

Miss Welby said...

quello che io non capisco è dove trovi il tempo Palazzolo. sospetto lo trascorra davanti a un pc per inondare di fesserie il forum radicale. insomma viene pagato da Rr per googlare notizie calcistiche?!?

Lanfranco said...

Questa frase è una falsità. Quanto a miss welby è chiaro che è un coglione tanto quanto il blogger Suttora.
Questa la frase "incriminata":
"I maligni collegano l’allontanamento di Prado e De Marchi ai trenta milioni di finanziamento concessi da Prodi nel novembre scorso alla radio per la trasmissione delle sedute parlamentari fino al 2010".
Per quanto riguarda l'aziendalismo me ne vanto anche. Non vedo perchè dovrei parlare male della radio dove lavoro, dove non mi costringono a fare le stronzate che fa tutte le settimane suttora.

Lanfranco said...

Quanto a Boselli si rilegga le cazzate che scrive tutte le settimane sul forum.

Michele Boselli said...

Palazzolo, guarda che ti sbagli di grosso su Luca "Barbatin" che è invece un tuo estimatore e non mi sembra abbia mai fatto altro che parlare bene di te, anche consigliando pubblicamente di votarti.

Lanfranco said...

Grazie lo sapevo.

Anonymous said...

Personalmente non amo le parolacce, e non capisco questa volgarità compulsiva che sembra affliggere tanti pannelliani. No, non sono un moralista. Semplicemente non capisco la necessità di ricorrere alla volgarità. Emulazione?

E poi, voglio anche dire che i pannelliani sono un partito politico, sono una fazione. Non dovete credere al Guru quando cerca di passare la sua posizione come la più ragionevole e imparziale. La sua è una legittima posizione di parte (e che potete aspettarvi se gli andate a dire "non ti voto più"...), come quella di un qualunque suo avversario. Sempre. Quindi appoggiatelo o contrastatelo, ma soprattutto relativizzatevi. I pannelliani non sono i portatori della Verità, ed il leader sbaglia come tutti.

Lo dico perché spesso capita di sentire frasi tipo "Però a Pannella gli voglio bene". La cosa non è rilevante. Anzi chi gli vuole bene deve essere ancora più spietato nel criticarlo. Lui non lo capisce e si picca? Vuol dire che non meritava.

lucabagatin.ilcannocchiale.it said...

Accidenti, ma i commenti qui sopra sono davvero di lanfranco palazzolo ?
Mi sembrano un tantino esagerati ed esagitati, anzichenò.
Nemmeno Luca "Barbatin" - esagitato di suo - sabrebbe giunto a tanto ;-)
Posso dare un giudizio da semplice lettore ?
Per me sarebbe difficile rinunciare agli articoli di Suttora su Libero, alle interviste di Palazzolo sulla Voce Repubblicana e alle "stronzate" di Michele Boselli sul suo blog (specie quelle che scrive su di me....che pur non mi conosce di persona ;-P)

Mattia Magrassi said...

spiace per l'eliminazione degli editoriali di De Marchi, spesso non condivisibili, ma sempre ricchi di spunti di riflessione.
spero in una loro altra collocazione nel palinsesto di Radio Radicale, anche se ne dubito.
Il prof. De Marchi, stando al suo ultimo intervento, sembra aver gradito poco non solo la decisione, ma anche il brevissimo preavviso con cui gli è stata comunicata...

Anonymous said...

Mi si racconta che Bordin ha intenzione di annullare gli incontri settimanali della domenica con Pannella. Magari dopo l'estate riprenderanno in un differente slot orario, max 15' bisettimanalmente. Mi stavo chiedendo se è vero.

;)

Lanfranco said...

Si ero proprio

Lanfranco said...

Per Bagatin, si ero proprio io. Comunque se hai tempo ti aspetto in Radio o dove vuoi così ti regalo una copia del mio ultimo libro.
Anche io non posso fare a meno dell'unica persona che sostiene la mia campagna elettorale.
Lanfranco.

MW said...

pero' e' brava e dev'essere una tua simpatizzante la tipa la centralino RCS mediagroup. le ho chiesto del direttore informatico ma non risulta piu' esistere. allora le ho chiesto del vicedirettore ma non c'era. infine per curiosita' le ho chiesto di Suttora e mi ha risposto tutta entusiasta. hai un'ammiratrice in via Rizzoli. ho mancato l'occasione di farle un'intervista sul tuo conto, speriamo non ci provi Palazzolo

Lanfranco said...

E smettila di fare il leccaculo, a Bose.

lucabagatin.ilcannocchiale.it said...

Caro Lanfranco, ti ringrazio.
Hai una mail ove posso contattarti ?
Sul blog di Suttora....mi parrebbe un utilizzo troppo privato del "mezzo" pubblico ;-))

Un caro saluto (anche a Mauro ;-))

Lanfranco said...

Ti ho mandato la mia e-mail all'indirizzo di posta elettronica del tuo blog. Figurati, Suttora è un amicone. A noi non ci guarda nemmeno è troppo occupato a frequentare i suoi amici fascistoni dei parioli.

COGLIONE LECCACULO said...

Palazzolo, io non mi offendo, ne' mi pare di averti mai insultato. cio' che e' insultante e' l'uso che fai del tuo tempo e dei pc di Rr in una campagna di ossessione personale e tutto il cumulo di altre simpatiche sciocchezze che riversi nel forum. esci piu' spesso, cerca di scopare un pochino, get a life

Lanfranco said...

Grazie del consiglio. Ma non lo accetto per la semplice ragione che faccio quello che voglio e il mio tempo lo gestisco a mio piacimento. Il giorno che diventerai il mio manager potrai sindacare su come utilizzo il mio tempo. Tu lo utilizzi per fare le tue classifichette io lo utilizzo come cazzo mi pare. Quindi......

mauro suttora said...

alla fine resta il fatto che radio radicale ha cancellato (censurato?) i due opinionisti piu' liberali, liberisti e libertari che aveva.

E che Prodi ha rinnovato il finanziamento pubblico di 30 milioni in tre anni.

Ah, Palazzo', non cestino i tuoi deliri, pero' "coglione" lo dici a tua sorella, "stronzate" le scriverai tu sulla Voce Repubblicana (ma esiste ancora? e perche'?), e "fascistone" sara' il tuo intervistato preferito, Gasparri...

lucabagatin.ilcannocchiale.it said...

Certo che senza il mio primo commento tutta questa bagarre non si sarebbe mai scatenata.
BaRbatin colpisce ancora direbbe Londradical. ;-)

PS: La Voce Repubblicana, caro Mauro, già ti scrissi che esiste eccome.
Io sono abbonato e le sono affezionato da almeno 4 anni anche se non hanno mai accettato mie collaborazioni scribacchesche (per quanto sia anche iscritto al PRI).

Lanfranco said...

Per quanto riguarda il termine fascistone quando tu ti chiedi perchè esiste la "Voce Repubblicana" ti comporti da fascista. Ti faccio notare che il giornale per il quale collaboro è stato distrutto due volte dai tuoi amici fascisti che frequenti abitualmente. Inoltre, io intervisto tutti e non ho pregiudizi nei confronti di nessuno, anche di Gasparri. Di una cosa sono però certo: un intervista come quella che hai concesso a Libmagazine non la farei mai anche perchè non ne vedrei giornalisticamente la ragione.

lucabagatin.ilcannocchiale.it said...

Beh, però a Mauro concediamo qualche beneficio d'inventario, dai...
Ha anche intervistato Anne Hataway e, se peraltro riuscirà a presentarmela entro la fine dell'estate....saneremo tutte le sue amicizie parioline e le intervisteremo una per una (esclusi Costanzo & la De Filippi, se del caso, però) organizzando una megafesta a casa mia in quel di Pasiano di Porno Eden ! ;-)))

Lanfranco said...

Beh concediglielo tu. Visto che ci sono delle fiche di mezzo hai tutta la mia comprensione.

Anonymous said...

Hahaha! Ho visto la foto di Bush che fa le corna, in quel thread. Simpatica.

Presumibilmente starà salutando in Ameslan un qualche pubblico in una sala. Alcuni lo fanno anche ai concerti rok: per dire "I Love You" alla folla.

http://clublet.com/why?AmeSLan

Va, questa potrebbe essere una scusa buona pure per altri primi ministri ;-) anche se in Italia la lingua dei segni è differente.

Lanfranco said...

Mi raccomando, leggi sempre "Tre punti di suttora".

mauro suttora said...

"spesso capita di sentire frasi tipo "Però a Pannella gli voglio bene". La cosa non è rilevante. Anzi chi gli vuole bene deve essere ancora più spietato nel criticarlo. Lui non lo capisce e si picca? Vuol dire che non meritava".

uhm...

Anonymous said...

"uhm..."

:)

Naturalmente la mia è un'opinione, che lei non è tenuto a condividere. Tale opinione mi porta ad un modo di pormi che mi è connaturato. Il sostegno politico lo do in base alla condivisione delle opinioni e alla percezione che ho del politico come persona seria, che applicherebbe i principi che predica prima di tutto a sé stesso (le dirò che i pannelliani non superano ai miei occhi il secondo criterio). L'amore per il leader lo lascio ai nordcoreani. Né riterrei accettabile altri criteri (ad esempio, in italia anche la "gratitudine" va per la maggiore), tranne quelli che ho scritto: condivisione di ideali e coerenza con sé stessi.