Thursday, April 10, 2008

Il caso Valter Vecellio

IN RAI IL PRIMO LOTTIZZATO PUBBLICO

di Mauro Suttora

Libero, 10 aprile 2008

Basta con l’ipocrisia. Tutti sappiamo che (quasi) tutti i giornalisti Rai sono lottizzati. Quindi tanto vale che ciascun partito, capocorrente o padrino si batta pubblicamente per i propri protetti. Senza sotterfugi, senza i «bigliettini» di raccomandazione che costarono il posto di direttore del Tg1 a Gad Lerner. Apertamente, anzi clamorosamente. A infrangere riti e finzioni di Bisanzio è Marco Pannella, che ora digiuna per Valter Vecellio. Il quale passerà così alla storia come il primo giornalista raccomandato ufficiale d’Italia.

Mentre tutti nascondono i propri «referenti» politici, 102 militanti e dirigenti radicali addirittura si affamano per fare avere a Valter, 54enne bravo e burbero vicecaporedattore del Tg2, un programma tutto suo. Anzi un «format», come dicono i fichissimi. Naturalmente il tema di questo programma è all’altezza dei radicali: planetario. Si dovrà occupare nientedimenoche della «violazione dei diritti umani nel mondo e delle lotte messe in atto per affermarli», spiega Rita Bernardini, segretaria dei Radicali italiani.

Insomma, cose come Tibet, Cina, Birmania, Darfur. Sarà quindi un programma sui radicali stessi, che da decenni si battono per cause come queste, e altre ancora più dimenticate come gli uiguri del Turkestan orientale, o i montagnard del Vietnam. Ma tutta questa benemerita attività umanitaria transnazionale ora si concentra in un obiettivo ‘ad personam’ italianissimo, anzi romanissimo, anzi saxarubrissimo: «Chiediamo che si ponga fine alla conventio ad excludendum nei confronti dei radicali, e per questo indichiamo con chiarezza il nome di chi potrebbe dirigere il settore di riforma: un professionista capace e stimato come Vecellio», specifica la Bernardini.

Evviva la sincerità. Vent’anni fa Pannella scandalizzò il mondo eleggendo Cicciolina, e oggi un altro tabù è rotto: quello del cosiddetto ‘servizio pubblico’. In realtà servizio di fazioni privatissime. E allora anche i radicali dopo mezzo secolo di dolente verginità si adeguano. Reclamando, buoni ultimi, il proprio brandello di Libano.

Il bello è che il povero Vecellio, simbolo di questa surreale lotta nonviolenta, ha una sua dignitosissima storia giornalistica. Profugo dalla Libia, cacciato da Gheddafi, dal ’74 lavora a Notizie radicali, l’organo del partito. Negli anni ’70 inventa le prime rassegne stampa d'Italia su Radio radicale, ma nell’82 tradisce Pannella per Craxi assieme al direttore della Radio Lino Jannuzzi, l’ex segretario Geppi Rippa e Marco Boato. Si rifugia all’Avanti! dove per una decina d’anni verga editoriali di fuoco contro i radicali esibendo l’odio degli ex, finché nel ’91 approda al Tg2 in quota Psi.

Poi, anche grazie al comune amore per Leonardo Sciascia (Vecellio è stato presidente dell’«Associazione degli amici» dello scrittore e deputato radicale), è tornato all’ovile. Pannella, come tutti quelli che si sentono un po’ Gesù, adora i figlioli prodighi. Così gli ha affidato la direzione di Notizie radicali. Che Valter firma italianizzando il proprio nome: Gualtiero.

Mauro Suttora

14 comments:

lucabagatin.ilcannocchiale.it said...

Ti dirò, le fra tante cose vomitevoli che sono riusciti a fare i radicali in questi ultimi due anni, questa notizia mi giunge del tutto sono lieta e positiva.
Un format sui diritti umani e magari financo sulle battaglie nonviolente dei radicali.
Ci mancava davvero e lo auspicavo da tempo.

mauro suttora said...

anch'io non vedo l'ora. In prima serata

Anonymous said...

questo tuo articolo ha fatto inviperire panella qualche giorno fa
(sentito su radioradicale, in conversazione con il lodevole bordin):


fantastico

mauro suttora said...

l'ho sentito ora da radio radicale, recuperandolo da internet

ma come al solito bordin e pannella non spiegano niente dell'articolo a cui si riferiscono, quindi agli ascoltatori della radio rimangono solo gli insulti di cui m'investe pannellik ("Il cervello gli e' andato in putrefazione"), ma senza sapere perche'

Preciso comunque che ho 30 anni meno di Pannella, e non 20 come ha detto lui

Anonymous said...

... comunque credo che con i tuoi articoli tocchi dei nervi scoperti negli attuali sviluppi delle politiche radicali (soprattutto dopo la svolta “compromissoria” con il ritorno in parlamento):

se non ricordo male pure una tua analisi della capatina realpolitik della ministra bonino in cina fu maliziosamente travisata in certe reazioni radicali.

mauro suttora said...

e' da 30 anni che tocco i nervi scoperti dei radicali.
me l'hanno insegnato i radicali

pero' chi sei? non mi piace interloquire con anonimi

Irene Abigail said...

Vecellio, bah.
Gli ho scritto per chiedergli aiuto a rintracciare una citazione di Sciascia e lui manco si è degnato di rispondermi, foss'anche con un vaff...
O tempora, o mores.

lucabagatin.ilcannocchiale.it said...

I radicali hanno un sacco di nervi scoperti in effetti....
Facciamoglieli saltare de tutto: specie ora che stanno all'interno del PD !
Che ne dici ?

mauro suttora said...

ma poverini, io sono affezionato a pannella, e' il mio guru.

ascolto spesso radio radicale, anche se la rassegna stampa di bordin e' diventata un po' troppo di palazzo

lucabagatin.ilcannocchiale.it said...

Io ormai ascolto quasi solo Emilio Targia e Edoardo Flaishner su "Media e dintorni"....è che mi manca il tempo (fra lavoro, scrivere, leggere e fare pulizie di casa....)

mauro suttora said...

bravissimi targia e fleischner, anch'io li ascolto anche se la domenica mattina mi addormento. hanno appena scritto un bel libro su grillo

lucabagatin.ilcannocchiale.it said...

E infatti proprio di QUEL libro oggi ho scritto un pezzo sul mio blog.
Libro non meno interessante di quello di De Lucia su Veltrusconi.

Anonymous said...

> l’odio degli ex

questa espressione è un po' come quell'altra che talvolta capita di sentire sull'"entusiasmo dei novizi".

Dunque se i nuovi eccedono per un verso e gli ex eccedono per l'altro, l'equilibrio mediano, la natura di radicale vero, ontologico, possono appartenere solo a chi radicale lo è da sempre, a chi è nato tale, al primo motore immobile. Gli altri al massimo da Lui possono forse solo apprendere. Ed ecco che l'Universo Radicale (ma sì, perché accontentarsi di una semplice galassia) si dispiega nella sua quadripartizione: i nuovi, gli ex, i discepoli adoranti e Lui.

"Si sente un po' Gesù", ma non si capisce perché accontentarsi di un posto da semplice Messia, quando potrebbe puntare più in alto, dove nessuno potrà mai più indurlo nella paura che gli si voglia fare ombra.

Anonymous said...

necessita di verificare:)