Wednesday, November 21, 2007

Lo studente genio suicida

ISCHIA: PARLA LA MAMMA

di Mauro Suttora

Lacco Ameno (Napoli), 21 novembre 2007

«No mamma, non ti preoccupare. Ci penso io, risolvo io la questione». Pomeriggio di martedì 30 ottobre. Diego è tornato a casa da scuola, arrabbiato. Vive con la mamma e la nonna in una delle case più belle di Ischia: vista su Lacco Ameno, il mare, l’isola di Procida, il Vesuvio. Un paradiso, quando splende il sole: il panorama si spinge fino a Gaeta. «Ma quel giorno era grigio, pioveva», ci racconta Mira Mancioli, la mamma di Diego, «e non c’è un detto tedesco che dice “Quando gli angeli partono, il cielo piange”?».

Diego ha deciso di partire molto in anticipo, una settimana prima di compiere 15 anni. Si è tolto la vita andando a impiccarsi al ramo di un albero del suo giardino. La mamma e la nonna Palmira, 77 anni, hanno trovato il suo corpo di mezzo bambino e mezzo uomo la sera, preoccupate perché non era più tornato a casa.

«Diego era deluso, proprio quel giorno c’erano state le elezioni a scuola», ricorda lamamma. «Votavano per i rappresentanti di classe, lui si era candidato. A pranzo mi ha raccontato che aveva fatto un discorso, voleva rappresentare quella parte della classe stufa di subire le angherie di altri compagni. “Se ci uniamo resisteremo meglio”, aveva detto. Ma nessuno ha avuto il coraggio di votarlo. Il suo nome è apparso su una sola scheda, accompagnato dalla scritta “a morte”».

La signora Mancioli, seppure annichilita dalla perdita dell’unico figlio, si guarda bene dall’accusare i compagni di scuola. Certo, nel Codice penale esiste il reato di “istigazione al suicidio”. «Ma sarei una matta se me la prendessi con dei ragazzi, loro a quell’età non hanno colpa. Il bullismo, gli scherzi, le prese in giro, gli insulti e anche qualche litigata manesca possono starci, sono sempre esistiti a scuola. L’importante è che non si superino certi limiti. E questa è responsabilità degli adulti: genitori e insegnanti. Sono loro che devono vigilare, e accorgersi se i limiti vengono superati».

La signora Mancioli aveva segnalato già l’anno scorso ai professori della quarta ginnasio che, da quel che le raccontava Diego, c’era stato qualche spintone di troppo e si era instaurato un clima di intimidazione per colpa di qualcuno. Quest’anno nel liceo classico di Ischia è arrivato un nuovo preside. Ma la musica in quella classe non era cambiata. E Diego ormai riluttava a confidarsi con la mamma: non voleva passare per un mammone bisognoso di farsi difendere da lei. «Così anche quel pomeriggio mi aveva chiesto di non andare a parlare con i professori. Ci avrebbe pensato lui a risolvere tutto, disse».

Purtroppo però una miscela di rabbia, delusione e tristezza è esplosa all’improvviso nella mente del ragazzo, spingendolo a un gesto senza ritorno. «No, non c’erano state avvisaglie, non era depresso né disperato», assicura la mamma. «Per il ponte dei Santi ci preparavamo a fare una gita in aliscafo a Napoli, e per festeggiare il compleanno aveva due mete: il bowling e la libreria Feltrinelli».

Sì, perché Diego era un genio. Aveva la media del nove e mezzo. Era l’orgoglio di tutto il liceo, gli avevano detto alla fine dell’anno scolastico lo scorso giugno. «Ma non era un secchione, non è che studiasse tantissimo», dice la mamma, «in quarta ginnasio aveva preso anche 4 in una versione dal greco. Semplicemente, gli piacevano le materie. Era appassionato, si divertiva studiando, non gli pesava. Leggeva parecchi libri. Ultimamente Il falò delle vanità di Tom Wolfe, Il matematico impertinente di Odifreddi, Fahrenheit 451 di Bradbury... Quest’ultimo lo aveva scelto per recensirlo, come compito di italiano».

Kalòs kai agathòs, dicevano gli antichi greci dei ragazzi come Diego: bello e buono. E bravo. E gentile. E simpatico. Troppe virtù, per non suscitare le invidie di qualche compagno. Ora sono indagati in tre, non per istigazione al suicidio ma per molestie. Sembrava addirittura che fosse stata ordinata una perizia calligrafica per scoprire chi ha scritto «a morte» sulla scheda, ma il magistrato ha smentito. Nella scuola la Provincia ha mandato uno psicologo di sostegno per i ragazzi.

«Non voglio parlare di fatti precisi che pure sono successi, né faccio nomi», dice la mamma. «Però domando: i genitori che affidano i figli alla scuola possono stare tranquilli? O si devono preoccupare, visto che in quello stesso liceo, che conosco bene perché ci abbiamo studiato sia io sia mia madre, negli ultimi anni si sono suicidati quattro studenti? Essere bravi a scuola è diventata una colpa?».

A Diego non interessavano magliette firmate e motorini. Aveva preso il patentino, ma aveva solo la bici. Salire a casa dalla piazza di Lacco Ameno era faticoso. Così al mattino lo portava in auto la mamma alla fermata del bus per Ischia, a pranzo saliva lui a piedi. «Ho dovuto insistere per dargli il cellulare: “Voglio rintracciarti”, gli ho detto».

Diego era appassionato di fumetti. Tex soprattutto. Con gli amici giocava a calcio. «Hanno rotto tutti i vetri e i lampioni qui attorno con il pallone», racconta la nonna, «e ultimamente avevamo scoperto che giocavano a poker con le fiches». Per gli scacchi invece non aveva trovato nessun coetaneo con cui giocare, doveva andare fino a Forìo.

«Gli piacevano i film in Tv», ricorda la mamma, «per ultimo Guerra e pace. Mi ha chiesto: “Perché Natasha ogni tanto parla in francese?”. Gli ho detto che era normale, fra i nobili russi. E lui: “Ma allora nella traduzione francese che lingua usano?”».

Diego non c’è più. Sono rimasti tutti i libri nella biblioteca della nonna. «Chi legge troppo si rovina la vita, perché diventa troppo sensibile», dice lei, amara. Per ricordarlo, ora la mamma vuole istituire una borsa di studio: «Un premio per i ragazzi come lui».

Mauro Suttora

12 comments:

orietta said...

«e ultimamente avevamo scoperto che giocavano a poker con le fiches».

questo mi lascia perplessa, non potrebbe essere la causa scatenante il suicidio? forse non si limitava a giocare solo con le fiches, forse un debito esagerato per un quattordicenne?

ciao

mauro suttora said...

no, non penso proprio

lucabagatin.ilcannocchiale.it said...

Mi ricorda moltissimo me a quindici anni: il periodo più brutto della mia vita.
Non esagero dicendo che comprendo moltissimo il gesto di questo ragazzo e quando ho appreso la notizia mi è sembrato quasi di tornare indietro nel tempo....(e forse è anche per questo che ho scritto sul blog un racconto surRenale sui miei 15 anni).
Egli è stato coraggioso (perché ci vuole coraggio per togliersi la vita, è innegabile) e fregile al contempo.
Nella sua prossima vita sono certo che imparerà a trattare con i suoi aguzzini e a diventare loro carnefice....chissà.... ;-)

mauro suttora said...

boh, anch'io come tutti ho attraversato dai 14 ai 17 anni dei momenti di malinconia acuta, pero' mi bastava spararmi i Beatles a tutto volume in cuffia per farmela passare.

E con i miei compagni, al massimo qualche bella ciucca di vini friulani

lucabagatin.ilcannocchiale.it said...

Altri tempi, caro Mauro.

Anonymous said...

Conoscevo Diego Ghato e ho provato molto dolore quando ho saputo della sua morte.Ho ancora un'immagine di lui di quando era piccolo e stava nel passeggino.
Quattro suicidi nella scuola non depongono bene, ma Diego aveva anche vissuto una travagliata storia familiare. Si era trovato nel bel mezzo dell'odio dei suoi genitori.
Credo che gli adulti dovrebbero essere più maturi ed altruisti.

NicPic said...

Caro Suttora, vengo or ora dal leggere la sua chiacchierata con Michele Fronterre su LibMagazine e ci tenevo a complimentarmi. Piacerebbe leggerne più spesso di cose così anche sui quotidiani italici più blasonati. I miei rispetti.

Anonymous said...

LA MORTE DI DIEGO: CONCORSO DI COLPA

Alla luce della esternazioni che i vari attori di questa terribile tragedia continuano a fare, in varie sedi, (ultima la lettera dei professori del Liceo Scotti) voglio io “la zia Antonella”, invitare tutti ad una riflessione meno spettacolare ma molto seria.

La tragica morte di Diego-Ghato poteva, forse, essere evitata con un comportamento più attento, equilibrato e generoso delle persone che lo circondavano…
Tutti dovrebbero “prendersi le proprie responsabilità, ognuno per la sua parte di competenza”: scuola, psicologi, famiglia, amici di famiglia e non.
Questa morte prematura, ingiusta e terribile è un indice puntato contro tutti noi adulti, nessuno escluso!!
I tre ragazzi inquisiti hanno le responsabilità le più marginali nella sua sfortunata vita e tragica morte.

Sicuramente la scuola spesso è ignorante delle problematiche infantili ed adolescenziali ed incapace di “leggere” i segnali di disagio degli alunni.
L’OMS (Organizzazione Mondiale di Sanità) parla di:“alfabetizzazione emotiva, quella capacità di esprimere le proprie emozioni e di saper riconoscere quelle altrui.
Dirigenti, insegnanti, operatori socio-sanitari dovrebbero essere i primi a preoccuparsi di sviluppare queste competenze per essere più efficaci e più felici nel proprio agire.”
La scuola italiana ha recepito questa indicazione ?!

Sicuramente i servizi sociali, che sempre di più intervengono (a torto o a ragione) nelle nostre famiglie con funzione di “esperti”, “osservatori obiettivi” e quant’altro, il più delle volte non sono attrezzati per rispondere adeguatamente a situazioni drammatiche ed urgenti e i presunti rimedi diventano peggiori del male.
Perché un padre (per giunta costantemente presente) è stato allontanato dal figlio (per giunta maschietto e alle soglie dell’adolescenza) quando non sussistevano motivi di gravità e di urgenza ?!

Sicuramente le famiglie, attraversate da tensioni di ogni tipo, provenienti da una vita sempre più alienata e stressante, vedono genitori che, pur separandosi, non riescono a disinnescare la conflittualità di cui fanno le spese sopratutto i soggetti più deboli: i figli.
Perché due persone non capiscono che si possono separare ma non devono mai smettere di essere genitori adeguati ?!

Diego-Ghato è stato la vittima sacrificale di un “concorso di colpe” e con questo non facciamo che: “tutti colpevoli, nessuno è colpevole…..”

FACCIAMO IN MODO CHE QUESTA MORTE, OLTRE CHE “ANNUNCIATA” NON SIA ANCHE INUTILE!!
Antonietta Gargiulo zia di Diego-Ghato

ninest123 said...

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